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giovedì 27 marzo 2014

Liberi Consorzi. Nuova organizzazione territoriale in Sicilia

I Liberi Consorzi comunali sono stati istituiti dall'articolo 1 del nuovo Ordinamento sovracomunale in Sicilia l'11 marzo scorso. 
La norma prevede che fino all'approvazione della legge che attribuirà competenze e funzioni, questi coincidono con le Province regionali di Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani e sono composti dai comuni appartenenti alla provincia corrispondente. Questo perché entro sei mesi la composizione territoriale dei Liberi consorzi potrebbe cambiare.
L'articolo 2, infatti, stabilisce come. Entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, i comuni, con deliberazione dei consigli comunali adottata a maggioranza di due terzi, possono decidere se costituirne di nuovi o aderire ad un altro Libero consorzio, purché sussistano due condizioni: popolazione non inferiore a 180 mila abitanti e continuità territoriale.
La costituzione di un nuovo libero consorzio o l'adesione ad un altro, diverso da quello di appartenenza, non è ammessa se per effetto del distacco, nel libero consorzio di provenienza la popolazione risulta inferiore a 150 mila abitanti.
La deliberazione dei Consigli comunali per essere efficace, però, è subordinata all'esito positivo di un referendum, al quale possono partecipare tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune, che dovrà svolgersi entro 60 giorni dalla data di approvazione della delibera, secondo le modalità previste dagli statuti comunali. Nel caso di costituzione di nuovi liberi consorzi, il Comune con maggior numero di abitanti assumerà il ruolo di capofila del Libero consorzio.
Le delibere dei consigli comunali vanno trasmesse all'assessorato regionale per gli Enti locali, che dopo aver verificato la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge, costituisce un elenco, che sarà pubblicato nella Gurs e nel sito della Regione. Entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il governo dovrà presentare un ddl all'Ars che individua i territori dei Liberi consorzi con le eventuali modifiche derivanti dalla applicazione dell'articolo 2 della legge varata dall'Assemblea l'11 marzo scorso.
I Liberi consorzi continueranno ad utilizzare le risorse, materiali, finanziarie e umane delle Province regionali e ad avvalersi delle sedi in uso, mentre al personale delle Province viene confermato lo status giuridico ed economico di cui già godono.

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