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giovedì 13 febbraio 2014

Italiani, brava gente

Cosa sta succedendo agli italiani ?
Alcuni anni fa la classe dirigente si sceglieva fra gente ritenuta competente, integra, che possedesse un curriculum; questa era almeno l'intenzione ... poi capitava pure il mascalzone. 
Adesso il Parlamento è zeppo di gente comune, gente come noi che vogliamo “crescere”, “possedere”, “apparire”, “diventare qualcuno”.
Ci hanno proposto le primarie non per scegliere i “migliori” ma per scegliere gente come noi. Adesso ci accorgiamo che i prescelti si comportano esattamente come noi. Sono famelici, danno spintoni e vogliono raggiungere il vertice. Per fare cosa ? Nulla, poter dire “io sono qualcuno”, “io dispongo di …”, “io ho incontrato la Merkel ..”. Il gioco che apprezzano è: "Susiti tu ca m'assettu iu".
Gli italiani hanno confuso la democrazia, il senso del dovere, il lavoro duro con il mandare “gente comune” dove facilmente -in quei posti- ci si umbriaca. 
I nostri novecento “inconcludenti” a Roma si ubriacano facilmente con i postini che consegnano “buste”, con muratori che all’insaputa dell’interessato intestano –disinteressatamente- appartamenti, con i/le giovani Ruby-ate, …
Non c’è motivo di lamentarsi, li abbiamo scelti noi, sono persone comuni come noi, individuate magari con le “primarie” !
Perché ce li hanno fatto scegliere ?
E’ ovvio ! chi ci sa fare (si tratta di poca gente) ha bisogno di quella vasta massa di “inconcludenti” che facilmente si umbriaca. Quindi coloro che "ci sanno fare" fanno senza che gli "umbriachi" vedano, sentano, capiscano.

Un consiglio
Tornino gli italiani a scegliere, a individuare, ad affidarsi a chi promette poco (meglio nulla) ma sa lavorare, sa fare ciò che va fatto. Magari che sia capace di promettere sacrifici, fatica ed impegno duro ventiquattro ore su ventiquattro. Quella è sicuramente la tipologia di italiani da mandare a Roma.
So che non lo faranno gli italiani, ormai si sono abituati a vivere nell'immaginario paese dei ... sogni. 
Allora, forse è pure inutile ogni mattina continuare a descrivere le difficoltà dell’agire pubblico affidato ad una classe dirigente inetta (che in tutto il mondo considerano la più imbrogliona del pianeta, e quindi inaffidabile) se abbiamo confuso la democrazia con l'ignoranza da diffondere a tutti i livelli.
In Grecia il disastro c’è stato e lentamente pare che quel popolo stia svegliandosi dall’idea che si possa vivere da imbroglioni, da “tutti impiegati pubblici”, "tutti a non far nulla". 
La Spagna è sveglia, si dibatte ma mostra di guardare lontano.
Noi italiani continuiamo a restare affascinati dalle avventure senili di un ricco imbroglione, o dal duello giovanile fra due politicanti che se le dicono in faccia le battute del tipo “Susiti tu ca m’assettu iu”.

Per noi italiani non c’è nulla di buono all’orizzonte. Siamo in mano a gente come noi, e noi vorremmo avere più del vicino, dominare sul vicino, apparire più del vicino. Il tutto senza sacrifici.
Sono i mali biblici, i peccati da cui dovremmo al più presto scaricarci. 

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