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venerdì 6 dicembre 2013

Servizi sociali. Quegli atti di ingiustizia che sono come pugni nell'occhio

Alcune settimane fa ho appreso che il Comune di Contessa Entellina erogava un servizio di utilita' pubblica gratuitamente prescindendo da vere graduatorie ma soprattutto non esigendo dai fruitori l'Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). 
La cosa mi ha sconcertato e quando occasionalmente ho incontrato un amministratore gli ho segnalato la problematica ricevendone assicurazioni che dal giorno successivo si sarebbe attivato in direzione della legalita' e soprattitto della giustizia sostanziale. Nessun riscontro positivo ho ricevuto dopo quella segnalazione. 
Sulla problematica si sono attivati anche dei consiglieri comunali, ma come al solito, non centrando il discorso: l'Isee e' un requisito insostituibile per l'erogazione dei servizi e delle prestazioni sociali pubbliche e sta a monte delle graduatorie, non a valle. 
In un periodo di crisi come quello attuale un’esatta valutazione delle condizioni reddituali e patrimoniali del nucleo familiare e dei singoli componenti è fondamentale per erogare servizi e prestazioni sociali, in modo da migliorare l’equità favorendo le situazioni di maggiore bisogno ed evitando sperequazioni. Un comune che gestisce servizi sociali senza esigere l'Isee fa discriminazioni, discrezionalita', e non possiamo dire che favorisce  i "furbetti", diventa esso stesso "furbetto" lasciando intendere che foraggia le proprie clientele. 
Non esigere l'Isee significa che la Guardia di Finanza non ha motivo di scoprire truffe e scempi sociali in quanto la commissione dell'ingiustizia la si fa risalire non ai "furbetti" di false dichiarazioni reddituali ma all'Ente Pubblico. 

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