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sabato 17 agosto 2013

Aspettando il nuovo Eparca (n. 25)

Il concetto di Ecclesia sui iuris a livello di linguaggio canonico ha fatto il suo ingresso ufficiale con il  Codex  Canonum Ecclesiarum   Orientalium, promulgato dal papa Giovanni Paolo II nel 1990, e più precisamente col canone 27.
DSC04574.JPG Alcuni giuristi sin da subito hanno osservato che  l’espressione Ecclesia sui iuris non si ritrova nella tradizione orientale e, di conseguenza, il suo uso veniva a contraddire uno dei principi fondamentali che la commissione di elaborazione si era proposto,  ossia  attribuire il “carattere orientale”  al futuro Codice.
Il Codice nelle originarie intenzioni doveva esprimere la disciplina comune delle Chiese Orientali contenuta:
a) nella tradizione apostolica;
b) nei canoni dei Concili e Sinodi orientali;
c) nelle collezioni canoniche orientali e nelle norme consuetudinarie comuni alle Chiese orientali e non cadute in disuso”.
E' stato da subito -pertanto- fatto osservare che la stessa denominazione di Chiesa sui iuris,  sarebbe  del tutto limitativa  evidenziando essa la sola dimensione giuridica: preferibile, in tal senso, sarebbe  stata  la locuzione   Chiesa autonoma.
L’espressione "Rcclesia sui iuris" comprende termini con un significato conosciuto e abbastanza chiaro, e la traduzione letterale è molto semplice: Chiesa con diritto proprio.

Un po' di Storia
Dopo il Concilio di Trento (1545-1563), la Chiesa di Roma adottò il termine rito greco per designare le comunità ecclesiali greche e albanesi, di nuova immigrazione nel regno di Sicilia ed in quello di Napoli.
Tali comunità – pur diverse tra loro per storia,  lingua e tradizioni –  vennero considerate come blocco  unico in  quanto tutte egualmente estranee al quadro canonico uscito dal Concilio tridentino.
86632[1].jpg Le    loro diversità furono superate con l’unico elemento che tutte le caratterizzava: la forma liturgica bizantina e la sua espressione linguistica, il  greco. Infatti, con il termine  rito greco si evitava di chiamare queste  comunità Chiese, per corrispondere -così- alle esigenze unificatrici del Concilio di Trento.
Col nuovo Codice l’Eparchia di Piana degli Albanesi è divenuta quindi Chiesa sui iuris. In altri termini, si è assistito al passaggio dall’autonomia del Rito alla Chiesa con un proprio diritto.
Gli effetti?  Avremo modo di tornare sulla problematica.

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