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domenica 30 giugno 2013

Flash sul funzionamento dei comuni (n. 13)

GLI ORGANI DEL COMUNE
Sono organi di governo del Comune il Consiglo, la Giunta ed il Sindaco.
Il Consiglio è il massimo organo istituzionale del Comune ed è rappresentativo della collettività in quanto è eletto direttamente dal corpo elettorale. Ad esso spettano le funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo dell’ente.
Entra in carica all’atto della proclamazione ed ha durata di cinque anni. Fino alla data di elezione del nuovo Consiglio opera la “prorogatio” dei poteri del consiglio uscente il quale può compiere solo atti improrogabili di ordinaria amministrazione.
Il funzionamento del Consiglio è disciplinato dal Regolamento apposito nel quale sono previste le modalità di convocazione, il numero dei consiglieri per rendere valide le sedute etc.
Le funzioni di competenza del Consiglio riguardano:
-Statuti e regolamenti  (tranne quelli di organizzazione degli uffici)
-bilancio annuale e pluriennale, e loro variazioni,
-convenzioni e costituzioni di forme associative,
-piani territoriali ed urbanistici.
La funzione di controllo viene generalmente esercitata mediante la presentazione di atti ispettivi (interrogazioni, interpellanze …). Quella di indirizzo mediante la presentazione di mozioni.

sabato 29 giugno 2013

Margherita Hack. Scompare una figura conosciuta in tutto il mondo

C o m u n i c a t o
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla famiglia di Margherita Hack il seguente messaggio:

"Apprendo con commozione la triste notizia della scomparsa di Margherita Hack, personalità di grande rilievo del mondo della cultura scientifica, che con i suoi studi e il suo impegno di docente ha costantemente servito e onorato l'Italia anche in campo internazionale. Ella ha rappresentato nello stesso tempo un forte esempio di passione civile, lasciando una nobile impronta nel dibattito pubblico e nel dialogo con i cittadini. Partecipo con sinceri sentimenti di vicinanza al cordoglio di tutte le persone che l'hanno avuta cara".

Flash sul funzionamento dei comuni (n. 12)

TARES
(TARES = acronimo di TAssa sui Rifiuti E Servizi comunali)

La Tares è la nuova tariffa che sostituisce, da noi a Contessa Entellina sostituirà, la Tarsu (tassa sui rifiuti solidi urbani).
E' stata introdotta, con decorrenza dal 2013, dalla manovra salva-Italia del 2011 e non è una sostituzione indolore perché la nuova Tares peserà di più sulle tasche dei cittadini, principalmente per due ragioni:
è una "tariffa" e non una tassa, cioè è un prelievo che copre per intero un costo dell'amministrazione e non un contributo parziale com'è l'attuale Tarsu;
non copre solo lo smaltimento rifiuti ma anche i cosiddetti "servizi indivisibili" (illuminazione pubblica, manutenzione strade ecc.) non compresi negli attuali.

COME SI CALCOLA
La Tares, come le imposte precedenti, prende come base imponibile la superficie degli immobili.
Il calcolo verrà fatto sull'80% della superficie catastale. In attesa che l'Agenzia del Territorio trasferisca i dati catastali alle amministrazioni comunali, per gli acconti si terranno gli importi precedenti della vecchia tassa sui rifiuti. Con il saldo di dicembre i comuni potranno applicare la maggiorazione di 0,30 euro al metro quadro.

COME E QUANDO SI PAGA
Una volta a regime, dal 2014, la Tares si pagherà in 4 rate (gennaio, aprile, luglio e ottobre). Per il 2013, dopo le diverse proroghe, spetta ai comuni stabilire le scadenze ma la delibera deve essere pubblicata almeno 30 giorni prima della prima scadenza.
In attesa che siano i comuni a inviare a casa i bollettini postali con gli importi predeterminati, le rate di acconto dovranno, potranno (?)  essere pagate con il modello F24 che permette anche di compensare la Tares con eventuali crediti fiscali.
Per gli F24 la casella "Acc." della sezione "IMU e altri tributi locali" del modello.

I codici tributo da utilizzare:
3944 se il comune ha optato per l'applicazione della tassa e non della tariffa;
3950 se invece il comune ha scelto di applicare una tariffa e non una tassa;
3955 per la maggiorazione che però non si paga in acconto ma solo col saldo di dicembre.
A Contessa Entellina
Il Regolamento Tares e le relative tariffe dovrebbero essere approvate entro il termine previsto per l'approvazione del bilancio di previsione. Cosa che allo stato, tenuto conto che occorre ancora varare vari atti preliminari, non appare immediata. 
E' previsto l'elaborazione di un piano finanziario, presupposto per la determinazione delle tariffe, che consenta al consiglio comunale di approvare con cognizione nei termini le tariffe.
La mancata approvazione di regolamento e tariffe determina la mancanza del presupposto per la pretesa tributaria con quasi certa contestazione delle richieste di pagamento e con il conseguente evidente danno erariale. L'approvazione del regolamento e delle tariffe non è detto comunque che debbano essere contestuali.

Santa Maria del Bosco. Non fa parte delle emergenze - Nessuno più si ricorda in ambito regionale di essa perchè nessuno ne interpreta la sua storia

Sono 47, almeno 47, i beni culturali del territorio palermitano in serio pericolo di scomparire. Lo si legge  nella black list stilata da Legambiente Sicilia e pure nell’elenco degli edifici monumentali che maggiormente necessitano di “interventi manutentivi e di restauro” curato dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Palermo, guidata da Maria Elena Volpes. In realtà, comunque, questa è soltanto una piccola parte dei 1.284 beni “vulnerabili” censiti dalla Carta del rischio.
Beni inestimabili di un territorio che alcuni secoli fa alimentava lo Stupor mundi. Il rischio è che, oggi, lo stupore per cotanta bellezza lasci la scena allo strazio di doversi accontentare solo dei ruderi di un tesoro che fu. La cosa che maggiormente ci delude è che Santa Maria del Bosco, crollata da tanto tempo, ormai non la si trova elencata fra le emergenze. Segno che nessuno ormai si occupa di essa nonostante le tante manifestazioni promosse da politici e politicanti che sciupano soldi in Convegni e pranzi per alimentare il parassitismo della “casta”.
La Soprintendenza di Palermo sta cercando di salvare il patrimonio immenso che si trova a gestire, ma le risorse scarseggiano. Basti considerare che nell’ultimo rendiconto della Regione siciliana, quello del 2011, nel capitolo di spesa 776016, istituito a partire dal 2009 per finanziare “interventi di conservazione o restauro”, è stata prevista una somma di poco superiore al milione di euro. E quella effettivamente erogata ammonta a meno della metà, cioè 490 mila euro. Insomma, un’inezia che rende alquanto difficile il compito dei soprintendenti.
Di contro retribuiamo il presidente della Regione con un reddito superiore a quello del Presidente degli Stati Uniti.

Regione Sicilia. Se venisse estinta ci guadagneremo, e tantissimo.

La Regione, quell’ente dove politicanti da quattro soldi da anni rubano, conducono una vita godereccia, incassano mensilmente €. 25.000,oo per non far nulla, coltivano la loro ignoranza come fosse la fine del mondo, quell’ente ha un buco finanziario di nove miliardi.
La Corte dei Conti ha fatto conoscere un breve (ma non tanto breve) flash sullo stato comatoso di una regione passata nelle mani dei Toto Cuffaro e dei Raffaele Loimbardo: 5,4 mld di debiti, 3,6 mld di crediti tributari inesigibili, 1,8 mld per il personale, 118 mln il costo del servizio del 118.
I nodi adesso cominciano tutti a venire al pettine. La Corte dei Conti ha -appunto- rivelato ieri, nella Relazione al rendiconto 2012 della Regione, che ci sono 3,6 miliardi di crediti tributari divenuti inesigibili perché mai nessuno si è premurato di riscuoterli; impegnarsi a riscuoterli avrebbe implicato che qualcuno dei 18.000 dipendenti della Regione o che qualcuno dei 2.000 dirigenti della medesima Regione avrebbe dovuto lavorare, trascurare di leggere i giornali, non fare la spesa nelle ore d’ufficio.
Quei 5,4 miliardi di debiti stanno ad indicare che ognuno di noi siciliani, inclusi i neonati, ha contratto un debito di 1.077 euro per garantire a tanti parassiti di vivere e trascorrere le giornate all’insegna della mancanza di dignità.
In tutto questo quadro finanziario ci sono delle spese correnti assolutamente rigide come quella per il personale regionale, inclusi forestali, dipendenti delle partecipate e stabilizzati degli enti locali per un totale che arriva a 1,8 miliardi.
A sorpresa c’è pure il Servizio di pronto soccorso 118: la spesa, anziché diminuire, è aumentata da 110,5 mln nel 2011 a 117,4 milioni nel 2012. Ma ci avevano promesso che lo avevano razionalizzato.

venerdì 28 giugno 2013

Flash sul funzionamento dei comuni (n. 11)

IL PATTO DI STABILITA' INTERNO
Fino allo scorso anno, considerando la rigidità della parte corrente del Bilancio (che si era obbligati a chiudere in pareggio), gli obiettivi del Patto di Stabilità sono sempre stati raggiunti tramite l’opzione  
= riduzione dei pagamenti degli investimenti.
• Se accadeva che investimenti erano già stati impegnati, ne discendeva inevitabilmente l’accumulo di residui passivi (lavori già appaltati, o persino già finiti, non ancora pagati!).
COSA E’ CAMBIATO ?
Fino al 2011, i Comuni erano tenuti a sostenere lo sforzo di riduzione del deficit della Pubblica Amministrazione sia attraverso il taglio dei trasferimenti statali, sia attraverso il miglioramento del saldo-obiettivo del Patto di Stabilità.
• Nel 2012 è intervenuto un piccolo particolare…..
• Con l’attuazione del federalismo fiscale, i trasferimenti sono stati aboliti, e sostituiti da “entrate proprie” (compartecipazione al gettito dell’IVA e fondo sperimentale di riequilibrio).
Motivo percui ormai le manovre sui Comuni si basano esclusivamente sul miglioramento del Saldo del Patto di Stabilità.
Le conseguenze ?

Ripigliamo l’esempio del Comune di Bagnitelle.
• Negli ultimi anni ha sempre e solo agito sul contenimento degli investimenti…….
• Essendo adesso i miglioramenti del saldo del Patto molto più pesanti (perché tutto il peso delle manovre si scarica solo sul comune)……

 NON C’E’ ALTERNATIVA AD AGIRE ESCLUSIVAMENTE
a) aumentando le entrate correnti di competenza (tributi locali, ..)
b) diminuendo le spese correnti di competenza (servizi ai cittadini)   …… il che vuol dire che….
I bilanci preventivi di parte corrente degli enti locali dovranno – per forza di cose – chiudere in avanzo, e non più in pareggio.
• Per il conseguimento di saldi positivi del Patto di Stabilità quindi, non sarà più sufficiente realizzare avanzi di cassa sugli investimenti (il che avveniva, normalmente, riducendo/ritardando i pagamenti degli investimenti).  Servirà anche realizzare avanzi di parte corrente, che – essendo di competenza – peseranno sui bilanci dei Comuni, per meglio dire sui contribuenti dei comuni.
Tradotto in altri termini
Il pareggio di bilancio della Repubblica italiana, di cui alla nuova versione dell’art. 81 della Costituzione, verrà realizzato prevalentemente dagli avanzi di bilancio degli enti locali.

Porto Palo. A breve distanza dalla spiaggia rinvenute anfore romane

Immagine relativa alla notizia: Porto Palo: rinvenute antiche anfore in mareUn sommozzatore in pensione della Guardia di Finanza, Francesco Morreale, ha rinvenuto a 200 metri dalla spiaggia di Porto Palo (Menfi), a meno metri tre di profondità, i resti di un relitto navale verosimilmente romano con un carico di anfore.
Si tratta, in dettaglio, di un’anfora in parte rotta e completamente scoperta, due anfore con la sola parte superiore scoperta e tanti cocci sparsi nei dintorni.
Morreale ha segnalato la circostanza alla Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento.

Contessa Entellina. E' iniziato il nuovo mandato amministrativo della giunta Parrino

Abbiamo appreso che Sergio Parrino ha già nominato la Giunta Municipale, che ovviamente non siamo in condizione di giudicare non avendola vista all’opera. Sarà fra cinque/sei mesi che trarremo le prime conclusioni per poi poter dire se siamo sulla medesima lunghezza d’onda dei “pensionati di indennità di carica” cui ci hanno abituato i Guzzardi, i Messina oppure se ci troviamo davanti un gruppo coeso e con le idee chiare sulle cose da perseguire.
Parrino deve munirsi di una partitura e i suoi quattro assessori (coadiutori) e i quattro “capi area” dispongano di uno spartito, per cui il Comune, nel suo complesso, possa non  emette suoni striduli, incoerenti e incapaci di giungere in modo armonico ai contessioti.
Quale dovrebbe essere la partitura di Sergio Parrino ? Una sorta di Piano aziendale del Comune nel quale devono essere indicati obiettivi, mezzi, risorse umane e finanziarie, tempi di realizzazione, il tutto concentrato nelle classiche quattro parti di ogni Piano (Programmazione, Organizzazione, Gestione e Controllo).
E quali dovrebbero essere gli spartiti di assessori e di “capi area” ? Ovviamente le sezioni del Piano aziendale del  Comune, uno per ogni assessorato, uno per ogni  area.

Il Piano aziendale del Comune e quelli sezionali comporrebbero l’insieme dei documenti necessari a realizzare il programma del Sindaco, il quale dovrebbe mettere al punto numero uno la crescita occupazionale, cioè della ricchezza nel circuito paesano e l’utilizzo al meglio delle risorse umane in carico al Comune.
L’Organizzazione di un ente pubblico oggi avviene non a casaccio  ma su basi scientifiche per evitare che restino inutilizzate potenzialità utili al miglioramento dei servizi. 
Sarebbe utile istituire una Autorità indipendente anticorruzione e un nucleo tributario locale composti da persone integerrime e indipendenti, cioè nominate fuori dall’ambito burocratico per evitare che circolino voci secondo cui certe figure paesane per anni non avrebbero pagato il canone acqua. Canone, o meglio canoni che dai residui attivi sarebbero transitati in allocazioni vicini alla prescrizione. Queste voci in una cittadina che esige che la legge sia uguale per tutti non devono poter circolare. E noi vorremmo poter dire che le cose stiano diversamente.
 Non facendo quanto indicato, il sindaco Parrino non ha alcuna possibilità di monitorare l’attuazione del Piano aziendale (che obiettivamente non è mai esistito), e quindi, l’attività dell’amministrazione comunale, affidata alla buona volontà dei capi area, alcuni ottimi ed altri meno, che però, vedi caso, prendono tutti i premi per il raggiungimento di obiettivi che non hanno mai raggiunto, in quanto mai legati a credibili obiettivi.
 Sapendo anche questo, i contessioti, schifati, in tanti non sono andati a votare.
La burocrazia deve essere efficiente ed anche credibile. Ma il sentimento generale che si sente fra i cittadini è che essa è, noi diremmo “appare” una nemica, perché coltiva interessi non proprio rivolti al miglioramento dei servizi pubblici (raccolta rifiuti, cimitero, verde cittadino, vigilanza sugli immobili comunali …. p.e.  il cosi detto mercato coperto con porte spalancate ed immondizia dentro).

giovedì 27 giugno 2013

Rispunta la Social Card

All'impietosa fotografia dell'Istat, che fa scivolare sotto la soglia della povertà quattro italiani su cento, il Governo prova a replicare finanziando la vecchia social card fino alla fine dell'anno e istituendo una nuova carta per le famiglie del Sud in maggiore difficoltà, che beneficeranno di quasi mille euro a nucleo per i beni di prima necessità.
Il Governo è riuscito a scovare le risorse per sostenere chi non arriva nemmeno alla metà del mese. Della nuova «Carta per l'inclusione sociale» beneficeranno 170mila persone residenti nelle regioni meridionali, alle quali andranno 167 milioni. «Un intervento contro la povertà estrema» lo ha definito il premier, spiegando che si tratta per ora di una misura sperimentale.
Sono invece 425mila gli italiani che potranno contare ancora fino a dicembre sulla vecchia social card che è alternativa alla carta acquisti ordinaria. Uno strumento istituito nel 2008 ma che ha preso piede solo con il decreto sviluppo del 2012 dello scorso anno, che stanziava 50 milioni da ripartire tra dodici città con più di 250mila abitanti per favorire l'acquisto di generi alimentari e il pagamento delle bollette. Aiuti giudicati comunque insufficienti dal segretario generale del sindacato pensionati della Cgil, Carla Cantone.
E un intervento più deciso di contrasto alla povertà lo hanno chiesto ieri anche i senatori, che con esclusione di Sel e M5S, hanno votato una mozione Pd che chiede più soldi per il fondo sociale, maggiori risorse per affrontare la morosità incolpevole e, appunto, la social card.
Su quest'ultima la risposta è arrivata in tempo reale, il resto si vedrà, anche perché il Fondo per le politiche sociali, tagliato impietosamente lo scorso anno, è stato appena rimpolpato con 300 milioni, toccando «quota 340». Sempre pochi in un Paese dove in un anno i poveri sono passati dal 6,9 a oltre l'11% della popolazione, mentre i minori in povertà assoluta sono 720mila, dei quali 417mila al Sud, denuncia Save the Children. Dati ancora più drammatici se si pensa che proprio al Sud mancano più servizi e vivono la gran parte dei 314 mila adolescenti «disconnessi culturali», che non vanno a un cinema, non aprono un libro e non si connettono nemmeno a internet.
170.000
Famiglie Con 167 milioni stanziati il governo conta di poter aiutare 170.000 famiglie povere.

425.000

Ricariche Il governo ha anche esteso fino a fine anno la copertura delle vecchie social card introdotte
da Monti.
 
L'IDEA DI TREMONTI - Introdotta da Tremonti nel 2008 la Social Card era destinata agli anziani con più di 65 anni e ai bambini con meno di 3. Doveva essere un sostegno alla spesa alimentare, sanitaria e domestica: 40 euro al mese, una specie di bancomat. L'inizio non fu dei migliori: un vero flop. Un terzo delle 520.000 tessere richieste era scarico. Nel 2011 venne rilanciata da Monti: non più solo soldi ma anche reinserimento lavorativo e accesso a strategie di servizio sociale.

 
 
 
 
 

Mancano i soldi, il governo opera come la giunta municipale di un piccolo paesino: a vista d'occhio

Un miliardo e mezzo per attuare il pacchetto lavoro da cui il governo si  attende «l'assunzione in un arco di tempo di 18 mesi» di «200 mila giovani italiani con intensità maggiore nel Centro Sud». E un altro miliardo per bloccare l'aumento dell'Iva dal 21% al 22% per tre mesi. Sono  queste le misure, approvate in Consiglio dei ministri.
Cinque le direttrici delle nuove norme sul lavoro:
1) incentivi per nuove assunzioni a tempo indeterminato finanziati con 794 milioni di euro nel quadriennio 2013- 2016.
Obiettivo: incentivare l'assunzione di lavoratori in età compresa tra i 18 e i 29 anni.
2) Per tutti i lavoratori, indifferentemente dall'età, arriva la norma che consente al datore di lavoro di assumere un disoccupato incassando metà dell'Aspi, il nuovo trattamento di disoccupazione.
3) Vi è poi un rafforzamento del contratto di apprendistato e dei meccanismi formativi, e un aiuto al Mezzogiorno con misure per l'autoimpiego e l'autoimprenditorialità.
4) Per ridurre la povertà e sostenere le famiglie del Mezzogiorno in difficoltà, viene avviato il programma «Promozione dell'inclusione sociale», finanziato con 167 milioni di euro.
5) L'ultimo capitolo riguarda il funzionamento del mercato del lavoro e contiene modifiche alla riforma Fornero nel senso di una maggiore flessibilità.
Quanto all'Iva, il lavoro del governo è proseguito oltre il Consiglio dei ministri in una riunione tecnica che ha avuto il compito di verificare le coperture del mix messo a punto dal ministero dell'Economia, al centro di forti polemiche politiche: dal raddoppio delle tasse sulla sigaretta elettronica, all'anticipo degli acconti di Irpef, Ires e Irap.
Un rinvio di ulteriori tre mesi dell'aumento dell'Iva non è stato escluso da Letta: «In Parlamento - ha detto - si verificherà insieme alle commissioni parlamentari la possibilità di un ulteriore differimento
dell'aumento dell'Iva».
 

Calendario test d'ingresso ai 121 corsi di laurea dell'Università di Palermo

Centoventuno corsi di studio. Tanti sono quelli che l’Universita’ di Palermo offre per il prossimo anno accademico, tutti approvati dal Ministero alla luce dei nuovi parametri che valutano il percorso formativo e gli insegnamenti proposti, il rapporto numerico tra docenti e studenti, le aule, le attrezzature, le biblioteche, i posti studio, i servizi (orientamento e tutorato, disabilita’, segreterie studenti) e la trasparenza delle informazioni, fino al dettaglio del singolo programma di insegnamento.
Sono 51 corsi triennali, tutti a numero programmato; 47 corsi magistrali biennali (cui si accede dopo la laurea triennale) ad accesso libero, 12 corsi magistrali biennali che sono invece ad accesso libero e 11 corsi di laurea magistrale a ciclo unico che sono a numero programmato.
‘L’accreditamento di tutti i corsi di studio proposti per l’offerta formativa 2013/14 e’ un risultato straordinario – dice il prorettore vicario, Vito Ferro – che premia gli sforzi di razionalizzazione dell’offerta formativa che sono iniziati con l’anno accademico 2009/10.
L’Anvur, che e’ l’organismo terzo preposto per legge alla valutazione del sistema universitario, ha riconosciuto che i nostri corsi di studio sono contraddistinti da requisiti di qualita’ con particolare attenzione al servizio agli studenti e alla qualificazione della docenza’. Dopo il provvedimento del Ministero che ha rinviato i test originariamente previsti a luglio, l’Universita’ di Palermo ha rimodulato il calendario delle prove di accesso ai corsi di laurea a numero chiuso: si parte il 2, si chiude il 20 settembre.
Il ministero, contestualmente, ha riaperto ieri i termini per pre-iscriversi sul portale Universitaly alle prove in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria, Ingegneria edile/Architettura e Architettura per i quali e’ prevista una graduatoria unica nazionale: c’e’ tempo fino al 18 luglio per pre-iscriversi e fino al 25 luglio alle 17 per pagare il contributo di partecipazione ai test (50 euro) e perfezionare l’iscrizione sul portale unipa, all’indirizzo http://immaweb.unipa.it/immaweb/home.seam.
Chi ha gia’ completato la procedura entro la precedente scadenza del 14 giugno dovra’ rientrare nel sito con le proprie credenziali e verificare l’esattezza dei dati.
Il calendario di tutte le prove di accesso e’ consultabile sul sito web di Ateneo all’indirizzo http://portale.unipa.it/amministrazione/area7/ssp10/.
Si parte il 2 settembre con la prova di lingua italiana per gli studenti stranieri (data unica a livello nazionale), che si svolgera’ negli uffici di presidenza di ciascuna facolta’: ciascun corso di laurea prevede alcuni posti per gli studenti non comunitari e altri riservati esclusivamente ai cinesi.
Gli altri test si svolgeranno tutti al Polididattico di viale delle Scienze.
Il 3 settembre alle 10 si comincia con le prove di accesso ai corsi di Ingegneria secondo la procedura nazionale Cisia. Per i corsi di Ingegneria civile ed edile, Ingegneria per l’ambiente e il territorio, Ingegneria elettronica, Ingegneria informatica e delle telecomunicazioni, Ingegneria chimica, Ingegneria gestionale, Ingegneria meccanica, Ingegneria dell’energia c’e’ posto per 145 studenti. Per il corso in Ingegneria gestionale e Informatica e in quello in Ingegneria elettrica i posti sono 95.
Il 4 settembre sara’ la volta del test per l’accesso alle Professioni sanitarie: disponibili complessivamente 200 posti per Infermieristica (140 per il corso al Policlinico, 60 per quello nell’azienda Civico); 35 per Ostetricia; 45 per Fisioterapia; 30 per Tecnica della riabilitazione psichiatrica; 35 per Logopedia; 30 per Tecniche di laboratorio biomedico; 35 per Tecniche di radiologia medica, 20 per Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro.
Il 5 settembre di mattina il test per l’accesso ai due corsi di laurea della facolta’ di Farmacia (Chimica e tecnologia farmaceutiche, dove sono disponibili 97 posti; Farmacia, dove sono disponibili 157 posti), mentre di pomeriggio si terranno le prove per l’accesso a tre corsi di Lettere e Filosofia: Beni culturali e Lingue e letterature moderne e mediazione linguistica (222 posti per ciascuno); Servizio sociale (45 posti).
Il 6 settembre i test per l’accesso ai corsi della facolta’ di Scienze matematiche, fisiche e naturali: di mattina sara’ la volta dei corsi di Biotecnologie e di Scienze geologiche (per entrambi 70 posti disponibili); di pomeriggio prove d’ingresso a Chimica (50 posti), Informatica (100 posti), Scienze della natura e dell’ambiente (70 posti).
Il 9 settembre, di mattina, e’ la data della prova al corso magistrale in Medicina e chirurgia: disponibili a Palermo 167 posti al corso chiamato Ippocrate, e 168 per quello denominato Chirone, mentre a Caltanissetta sono disponibili 65 posti.
Nello stesso giorno test di accesso al corso in Odontoiatria e protesi dentaria, in cui c’e’ posto per 25 studenti. Il 9 settembre, nel pomeriggio, prove per l’accesso al corso in Scienze e tecniche psicologiche della facolta’ di Scienze della formazione (293 posti), e a quello di Matematica della facolta’ di Scienze (65 posti).
Il 10 settembre, di mattina, sara’ la volta delle prove per il corso magistrale a ciclo unico in Architettura (117 posti a Palermo, 97 ad Agrigento) e per quello in Ingegneria edile/architettura (96 posti). Nel pomeriggio, sempre il 10, e’ il turno del test in Disegno industriale (147 posti) e in Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale (97 posti), sempre ad Architettura.
L’11 settembre la prova per l’accesso al corso in Scienze fisiche (facolta’ di Scienze, 65 posti), di pomeriggio il test per l’ingresso al corso magistrale in Servizio sociale e politiche sociali, a Lettere, dove sono disponibili 45 posti.
Il 12 settembre e’ la volta dei due corsi a numero chiuso della facolta’ di Scienze politiche: Scienze dell’amministrazione, dell’organizzazione e consulenza del lavoro (219 posti); Scienze politiche e delle relazioni internazionali (289 posti).
Sempre il 12 settembre, di pomeriggio, tocca a Economia: 223 i posti disponibili per il corso in Scienze del turismo; 341 quelli per il corso in Economia e amministrazione aziendale; 291 quelli per Economia e finanza; 143 quelli per Sviluppo economico e cooperazione internazionale; 68 quelli per il corso in Statistica e Analisi dei dati.
Il 13 settembre test per altri tre corsi di Scienze della formazione: Scienze della comunicazione per i media e le istituzioni, Scienze della comunicazione per le culture e le arti (per entrambi i corsi disponibili 290 posti), Scienze del servizio sociale (50 posti).
Nel pomeriggio del 13 prova di accesso al corso di laurea in Lettere, nella facolta’ omonima: disponibili 292 posti. Il 16 settembre, di mattina, ancora prove per corsi umanistici: di mattina per Studi storici e filosofici (facolta’ di Lettere e filosofia), dove sono disponibili 142 posti. E di pomeriggio per due corsi a Scienze della formazione: Scienze dell’educazione ed Educazione di comunita’: per entrambi sono disponibili 223 posti.
Il 17 mattina prove per l’accesso al corso in Scienze delle attivita’ motorie e sportive, nella facolta’ di Scienze motorie: c’e’ posto per 320 studenti. Di pomeriggio e’ la volta della laurea magistrale in Psicologia clinica, a Scienze della formazione: spazio per 113 studenti.
Il 18 settembre, di mattina, test per l’accesso ai 4 corsi a numero chiuso della facolta’ di Agraria: Agroingegneria; Scienze forestali e ambientali (per entrambi 100 posti); Scienze e tecnologie agrarie (150 posti); Viticoltura ed Enologia (30 posti).
Nel pomeriggio del 18 test per la laurea magistrali in Scienze della formazione in Psicologia sociale, del lavoro e delle organizzazioni (113 posti).
Il 19 settembre di mattina prove per l’ingresso a Giurisprudenza, dove c’e’ un unico corso magistrale in tre diverse sedi (Palermo, con 697 posti; Agrigento con 248 posti; Trapani con 247 posti).
Di pomeriggio test per l’accesso al corso magistrale in Psicologia clinica dell’arco della vita (113 posti), a Scienze della formazione. Infine, il 20 settembre, prova per l’accesso a Scienze biologiche, facolta’ di Scienze: disponibili a Palermo 168 posti e a Trapani 71 posti.

Hanno detto ... ...

GIORGIO BENVENUTO, già segretario Generale Uil
Slitta l'iva di tre mesi. Aumenta l'acconto IRPEF, IRAP, IRES ..ma Befera (agenzia delle entrate)  dice che lo Stato deve incassare 545 miliardi d'euro: è ingordigia !

MARIO GIORDANO, giornalista
Ma in quale posto del mondo un acconto del 100% si chiama ancora acconto? E un acconto del 110% cos'è? Un ossimoro? Uno strumento di tortura?
 
MASSIMO GRAMELLINI, giornalista de La Stampa

mercoledì 26 giugno 2013

Sicilia di cui vergognarsi. Crocetta in un anno guadagna €. 24.000,oo più di Barack Obama

I giornali di oggi mostrano e fanno sapere al mondo che i siciliani sono in condizione di guardare gli americani, la potenza più forte del pianeta, dall'alto in basso.
Finalmente i siciliani hanno un primato di cui andare orgogliosi, anzi di cui vergognarsi.
L'inquilino di Palazzo d'Orleans guadagna di più dell'inquilino della Casa Bianca.
Rosario Crocetta aveva annunciato la rinuncia al 30 per cento della sua paga, invece i giornalisti sono andati a sbirciare tra i capitoli del bilancio preventivo 2013 della Regione Siciliana ed è emerso che il presidente della regione Sicilia ha un’indennità più bassa solo del 10 per cento rispetto al predecessore Raffaele Lombardo.
C’è da sommare, poi, lo stipendio da deputato regionale (230 mila euro), così che il presidente guadagna 311 mila euro l’anno, addirittura 24 mila euro più dell’uomo più potente del mondo: il presidente degli Stati Uniti d’America.
Barack Obama, infatti, avrebbe diritto ad un’indennità di 400 mila dollari, ma ha rinunciato al 5 per cento per cui il suo stipendio annuo è di 380 mila dollari, che corrispondono a 287 mila euro.
Palazzo d’Orleans sarà più piccolo della Casa Bianca, ma in fatto di stipendi non ha proprio nulla da invidiare.

Chiesa della Martorana. Cerimonia con la partecipazione dei Cavalieri dell'Ordine di S. Giovenni

Ieri 25 giugno, alle 18.00 si è svolta presse la Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, “alla Martorana”, di Palermo, alla presenza dell’Eparca Emerito Sotir Ferrara, la cerimonia di donazione di una Icone della Theotokos  ( Madre di Dio) che i Cavalieri della Croce e della Spada hanno donato alla Parrochia della Martorana, dove alcuni anni fa l’Ordine  ha  visto la luce.
L’Icona è stata realizzata su tela dalla pittrice palermitana Gloria Vernengo.
Dopo il canto di alcune strofe della Paraklisis  ( supplica alla Vergine) il  Vescovo Emerito Sotir ha benedetto l’icona che in processione è stata   portata dai cavalieri  in fondo alla chiesa dove è stata posta alla parete sinistra entrando dal portone centrale.

Flash sul funzionamento dei comuni (n. 10)

IL PATTO DI STABILITA' INTERNO
 Il Patto di Stabilità Interno per il 2013 (lo abbiamo ricordato più volte) verra' alquanto alleggerito, almeno  quello che interesserà i Comuni siciliani, che grazie all’accordo raggiunto tra la loro Associazione, l’Anci, e la Regione Sicilia, Assessorato alle Autonomie Locali e Assessorato all’Economia, potranno  riprendere il fiato, dopo le ristrettezze e i vincoli finanziari imposti dal Patto di Stabilità Interno come previsto dalla legislazione nazionale.
Quello raggiunto con la Regione, dopo un serrato confronto tra le parti, è un risultato più che positivo per il funzionamento e la vita dei Comuni che, alleggeriti (80% per i Comuni oltre i 5000 abitanti), se non del tutto azzerati (Comuni sotto i 5000 abitanti) dalla morsa e dalle ristrettezze imposte dal Patto di Stabilità nella spesa e negli investimenti, potranno continuare a garantire, senza l’apprensione di prima, i servizi ai cittadini e pagare fornitori ed imprese, senza causare, come purtroppo è stato sinora, ulteriore disagi al sistema produttivo locale.  
All’accordo si è arrivati grazie alla riproposizione dell’articolo 1, commi 122 e seguenti, della Legge 24 dicembre 2012, n. 228 ‘Legge di Stabilità 2013′  esteso anche alle Province, del meccanismo del Patto verticale incentivato, introdotto dall’articolo 16, comma 12-bis e seguenti, del D.L. 6 luglio 2012, n. 95 e modificato ulteriormente dal D.L. 8 aprile 2013, n. 35.
La norma stabilisce per le Regioni, comprese Sardegna e Sicilia, un contributo pari all’83,33% degli spazi finanziari ceduti dalle Regioni ai Comuni e alle Province del proprio territorio, con il meccanismo del “Patto di Stabilità regionale verticale”. Un contributo che può estinguere anche parzialmente il debito.
Così, grazie all’incremento del contributo finalizzato al patto verticale incentivato, la quota assegnata alla Regione Siciliana risulta pari a 192.534.469 euro, di cui 144.400.852 euro destinati ai Comuni e 48.133.617 euro alle Province.
Tenendo conto anche della quota aggiuntiva regionale, pari 38.516.136 euro (di cui 28.887.102 euro destinati ai Comuni e 9.629.034 euro alle Province), gli spazi finanziari ceduti nell’anno 2013 ammontano complessivamente a 231.050.605 euro (173.287.954 destinati ai Comuni e 57.762.651 alle Province). Da ciò  l’autorizzazione della Regione ai Comuni siciliani di  peggiorare il proprio saldo programmatico per l’importo complessivo di 173.287.954 euro, utilizzando come base di riparto l’obiettivo di Patto di Stabilità fissato dalla norma per l’esercizio 2013, decurtato della somma  che ciascun Comune ha avuto assegnato dallo Stato ai sensi del comma 1 dell’art 1 del  citato D.L, n. 35/2013.
Per favorire i piccoli comuni con popolazione tra 1001 e 5000 abitanti, al primo anno di applicazione del Patto di Stabilità Interno, si procede all’azzeramento del loro  saldo obiettivo.
Gli spazi finanziari residuali pari a 200.737.418 euro sono ripartiti tra i restanti Comuni in ragione dell’incidenza dello spazio finanziario residuale, rispetto al totale dei saldi obiettivi netti (obiettivo 2013 – quota D.L. 35/2013).
La conseguenza di questo conteggio, come abbiamo detto  è un abbattimento del saldo al netto degli spazi concessi ai sensi del comma 1 dell’art 1 del citato D.L, n. 35/2013, pari al 62,9%. Per effetto di entrambe le disposizioni il saldo obiettivo dei Comuni con popolazione compresa tra 1001 e 5000 abitanti si azzera, mentre per i Comuni con più di 5000 abitanti l’abbattimento medio è di quasi l’80%.
È un obiettivo di grande importanza per i sindaci, che permette loro di non spegnere i riflettori sulle  comunità e i  territori, ridando ossigeno alle iniziative e continuando a garantire quei servizi indispensabili per le città, oltre ad onorare i debiti con e imprese, costrette a subire anch’esse le ristrette di un Patto che sinora aveva impedito anche di dare il via ai lavori di bandi di gare già effettuate. L’AnciSicilia  ha provveduto nelle settimane scorse a comunicare ad ogni Comune il plafond ad esso assegnato.

PA

CONTESSA ENTELLINA

1.917



358.621

50.000

358.621

-50.000

Sigla Provincia

Denominazione Ente

Popolazione Anno 2010

Obiettivo 2013 PSI (A)

Spazi concessi D.L. 35 (B)

Spazi concessi/ dalla Regione (C)

 Nuovo  obiettivo PSI (A-B-C)

Qualora gli enti non possano utilizzare gli spazi finanziari acquisiti,  per inadeguata disponibilità di cassa,  devono comunicare l’eventuale riduzione o rinuncia della somma ad essi assegnata, facendo pervenire, alla Regione Siciliana e  all’AnciSicilia, entro il prossimo 30 settembre 2013, un’apposita nota  sottoscritta dal sindaco o dal legale rappresentante pro-tempore e dal responsabile del servizio finanziario.
L’eventuale eccedenza sarà ulteriormente ripartita, in base al criterio illustrato. È comunque fatta salva la possibilità per ciascun ente di rimodulare il proprio saldo obiettivo ai sensi dei commi 141 e 142, dell’articolo 1, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 (Patto orizzontale), prevedendo un peggioramento del saldo obiettivo per l’anno in corso e un miglioramento per gli anni successivi.


 

Uno scrittore alla volta ...

Ignazio Silone nacque il 1° maggio 1900. Fu uno scrittore che pose l’occhio sulle vicende della Storia e alla dimensione etico-politica.
Di lui è rimasta memorabile una frase con cui amava definirsi «socialista senza partito e cristiano senza chiesa», espressione in cui faceva confluire le speranze disilluse della sua vita rispetto ai dogmatismi, alle ideologie e alle posizioni cristallizzate in cui si era imbattuto.
In questa espressione sono rassegnate decenni e decenni di vita politica del suo tempo.
Esito delle sue riflessioni sono il romanzo autobiografico Un'uscita di sicurezza nel quale Silone fa un esame retrospettivo della sua vita, dall'infanzia mai quieta all'adolescenza ribelle, alla milizia clandestina, alla rottura col suo partito e L’avventura di un povero cristiano sulle vicende di Celestino V.

I nuovi assetti politici in municipio

ESECUTIVO
Sindaco: Sergio Parrino
Vice Sindaco: Giovanna Schirò
Assessori: Tardo Giuseppe, Lo Bue Salvino, Chisesi Andrea.

CONSIGLIO COMUNALE
Presidente: Eliana Giovanna Lala
Vice Presidente: Salvatore Raviotta

martedì 25 giugno 2013

Eparchia. 5 e 6 luglio Convegno sulla Famiglia all'Istituto San Salvatore

EPARCHIA DI PIANA DEGLI ALBANESI
Ufficio Catechismo Diocesano
 
Convegno Diocesano 2013

Guida del paese. Ministri che evadono, politicanti che curano gli affari propri, ... la gente che non si indigna di nulla


Dal 2001 al 2011 la spesa pubblica in Italia è passata da 600 a 798 miliardi di euro, con un aumento secco del 33 per cento.
Nello stesso periodo il Pil procapite, cioè la ricchezza reale prodotta da ciascuno di noi, si è ridotta del 3,8 per cento. Questo per dire che se la spesa pubblica  avesse seguito un andamento parallelo oggi sarebbe di  gran lunga inferiore ai livelli attuali.
Cosa significa ?
Significa che ormai produciamo meno ma lo Stato incassa parecchio di più. Ossia ? il parassitismo della Pubblica Amministrazione sta diventando preannuncio di una tragedia che si intravede ... il collasso del paese.