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giovedì 8 novembre 2012

Diocesi di Trapani. Vicende di denaro piuttosto che di fede

Le indagini giudiziarie che hanno coinvoilto la Curia di Trapani e per effetto delle quali Mons. Micciche, Vescovo di quella diocesi, è stato rimosso, si avviano alla conclusione.
Si tratta di una vicenda piuttosto complessa che assomma in sè traffico di opere d'arte, passaggi di proprietà di antichi monasteri, uso di sigilli vaticani manomessi per avallare i passaggi di proprietà.
Nelle indagini che vanno a chiudersi Mons. Miccichè, comunque,  "è persona offesa di vari reati; truffa, falso ed altri reati".
 
In origine tutto partì dalla fusione di due fondazioni diocesane alla cui amministrazione Mons. Miccichè prepose il cognato; quindi venne fuori l'ammanco di un milioni di euro e poi si è scoperto che l'economo diocesano, Don Treppiedi, firmava all'insaputa del Vescovo rogiti che implicavano trasferimenti di proprietà.
 
Per la gravità dei fatti il Vaticano ha nominato inizialmente un visitatore apostolico nella persona di Mons. Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara, e successivamente alla rimozione dell'ordinario un nuovo Vescovo nella figura dell'ottantenne Mons. Alessandro Ploti, già titolare della sede di Pisa.
 
Adesso si attende la richiesta di rinvio a giudizio di Don Ninni Trepiedi, accusato di essersi appropriato di ingenti somme e di avere falsificato la firma di Mons. Miccichè (che è appunto parte offesa).
Don Treppiedi attualmente è sospeso "a divinis" ma su di lui pende pure  l'ipotesi  della riduzione allo stato laicale.
 
Esiste inoltre, in questa complessa vicenda, la questione della rogatoria richiesta dalla Procura della Repubblica in merito ad alcuni conti accesi nella banca vaticana (Ior), intestati a Don Ninni Trepiedi, e su cui ancora la Santa Sede non ha ritenuto di dover fornire i chiarimenti richiesti. 

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