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venerdì 30 novembre 2012

Rosario Crocetta. A breve una manovra finanziaria di un miliardo

Oggi per gli assessori regionali e' stato il primo giorno di incontro collegiale. A Palazzo d'Orleans si e' infatti tenuta la prima seduta della Giunta. Attorno al tavolo, alla cui presidenza stava Rosario Crocetta, erano seduti dieci dei dodicinassessori. Mancavano il dimissionario degli Enti Locali e il responsabile dell'Energia, il pubblico ministero Marino di cui il Consiglio Superiore della Magistratura deve ancora deliberare il collocamento fuori ruolo. CONFERENZA STAMPA: ''Abbiamo tracciato linee generali di programmazione che riguardano il bilancio, i precari ma soprattutto indicando la necessita' della spending review e della riqualificazione della spesa'' ha detto il governatore Rosario Crocetta alla stampa a fine Giunta. ''I guasti economici di diversi anni non possono essere certo risolti in un esercizio di bilancio, sarebbe un disastro per la Sicilia. Ci aspettiamo qui che lo Stato faccia la sua parte nel rispetto delle funzioni attribuite alle regioni a statuto speciale'', ha evidenziato il presidente della Regione. Secondo Crocetta, ''il costo delle soprintendenze non e' a carico delle Regioni in altre regioni, duqnue non e' inserito nel patto di stabilita'''. E ancora: ''I forestali e la gestione delle foreste non sono a carico delle altre Regioni, ma dello Stato''. In sostanza, ''noi chiediamo che cosi' come avviene nei bilanci delle altre Regioni a statuto ordinario, questi costi che la Sicilia sostiene per conto dello Stato siano inseriti nel patto di stabilita'''. Il governatore ritorna sul ''bollente' tasto della spending review, annunciando che all'apertura del Parlamento siciliano portera' in aula una manovra di un miliardo. Insomma, Crocetta chiede per la Sicilia ''una parita' di trattamento che ci dovrebbe consentire, insieme ad una manovra rigorosa, di rispettare il patto di stabilita' per il 2013''. Poi minaccia che ''se lo Stato dovesse imporci di fare sparire i 5 miliardi di deficit il prossimo anno sarebbe impossibile rispettare il patto, sarebbe un massacro sociale e un'impossibilita' tecnica''. Dopo la breve Conferenza Stampa l'intera Giunta si e' trasferita nel quartiere palermitano Brancaccio per una seduta semi-aperta. Crocetta ha annunciato che dopo Brancaccio a Palermo e il quartiere Librino a Catania, ha intenzione di riunire la giunta di governo anche tra le baracche di Messina costruite dopo il terremoto del 1908. "Noi non staremo chiusi a governare nel Palazzo, ma lo faremo in mezzo alla gente. Sarà una caratteristica del nostro governo".

Matteo Renzi. L'impresa impossibile di voler conquistare un partito in mano a burocrati e nomenclatura ancora ad oltre 20 anni dal crollo del muro

E’  bufera pubblicitaria su Matteo Renzi. Non si è ancora placata l’eco dell’esposto firmato dagli altri quattro candidati al primo turno delle primarie che già spunta un altro “capo d’accusa” contro le tecniche di promozione scelte dallo staff del sindaco. Da qualche giorno, infatti, agli utenti di Facebook capita di imbattersi in messaggi postati direttamente dalla pagina ufficiale di Renzi che appaiono non nella sezione notizie come un intervento qualsiasi dei profili seguiti, ma nella colonnina a destra del monitor, quella, cioè, degli annunci sponsorizzati. Si tratta di una strategia mirata a diffondere più possibile il punto di vista del sindaco, che, però, potrebbe essere un ulteriore motivo di violazione della normativa di comportamento per le primarie. Facile che anche questo episodio abbia inciso nella decisione da pare di Bersani, Vendola, Puppato e Tabacci di alzare le barricate e mettere nero su bianco il proprio malumore sulle tecniche di campagna utilizzate da Renzi, a loro avviso oltre i confini delle regole statuarie. Secondo quanto previsto dal decalogo della competizione interna al centrosinistra e pubblicato sul sito web della coalizione “Italia. Bene comune”, infatti, per i partecipanti “ai fini della sobrietà della campagna elettorale e della riduzione dei costi della politica, è fatto divieto ai candidati e ai loro sostenitori di ricorrere a qualsiasi forma di pubblicità a pagamento, come, ad esempio, spot su radio, televisioni, giornali, internet, o affitto di spazi su cartelloni pubblicitari”. La norma non dimentica di specificare la parola “internet”, ben sapendo che una larga fetta della campagna delle primarie si gioca proprio su questo canale. Insomma, assodata la presenza di immagini e post che ritraggono Renzi e i suoi messaggi ufficiali negli spazi dedicati da Facebook agli annunci a pagamento, potrebbe esserci gli estremi per una violazione a una precisa disposizione del regolamento, in queste ore  ferocemente contestato proprio dai renziani. Un altro azzardo per il sindaco di Firenze, che domenica deve cercare di recuperare quasi 300mila voti al segretario Bersani: in vista del ballottaggio, Renzi cerca di battere ogni strada ma, ora, il suo diretto avversario, con l’appoggio degli altri sfidanti già fuori dalla corsa, ha deciso di dire basta. E, al voto finale, mancano ancora due giorni. Che dire ? Che che vengono in mente il rigorismo e le "minacce" di bolscevica memoria da parte di un apparato e di una nomenclatura ancora ben radicata e viva all'interno del Pd. Non si capisce come mai nessuno si accorge che tutte le citta' d'Italia somo tapezzate col faccione "bonario" di Bersani.    

Antonino Zichichi. E' piu' facile fare lo studioso che il governante

Il  Prof. Antonino Zichichi, presidente della World Federation of Scientist e Professore emerito di Fisica Superiore nell’Università di Bologna interverra' questa sera a Reggio Calabria all'evento dal titolo “Verso Dove? Alla ricerca della Bellezza”  realizzato in piena sinergia con il Coordinamento di Pastorale universitaria dell’Ufficio diocesano ESU, con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Mons. Vincenzo Zoccali” e l’Istituto Teologico “Pio Capace di coniugare le istanze di una vita di studio e ricerca con quelle di una fede pensata e professata, il prof. Zichichi ha ricoperto incarichi di alta responsabilità a livello europeo e nazionale. L’incontro si svolgerà stasera, venerdì 30 novembre. alle ore 19:00 presso l’Aula Magna di Ateneo “A. Quistelli” dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Antonino Zichichi non partecipera' stamane -invece- alla prima seduta della Giunta Regionale che sara' presieduta da Rosario Crocetta. AGGIORNAMENTO (ore 11,15). La Giunta e' al completo dei componenti. Compresa la dimissionaria Valenti.

PALAZZO DEI NORMANNI. Quel mondo parassitario tanto lontano dal modo di vivere dalla gran parte dei siciliani

Viviamo in una Regione dove il disagio sociale e' diffuso. Il 60% dei giovani non trovano lavoro, le decine di migliaia di precari stentano e soffrono perche' la loro speranza e' continuamente affidata a politicanti da quattro soldi, arruffoni ed ignoranti, e' cosa vergognosa che si continuino a scoprire privilegi assurdi ed offensivi per la dignita' umana. Il  Movimento 5 Stelle  in questi giorni ha condotto una ricerca sul modo in cui a Palazzo dei Normanni i sodi dei contribuenti vengono buttati fuori dalle finestre; da questa ricerca condotta in questi primi giorni di legislatura siamo venuti a sapere che in Sicilia esiste una categoria di lavoratori (o parassiti ?) dei “Graditi”.  Si tratta di persone che si occupano del servizio ristorazione del Palazzo. Sono camerieri o banconisti che, al momento della stipula del contratto (con la ditta che ha vinto  l’appalto), hanno raggiunto “una continuità lavorativa di almeno 10 anni, anche se con diversi ditte all’interno dell’ARS. Lavoratori quindi che indipendentemente dalla continuita' o meno della ditta-gerente hanno una assiduita' di attivita' da almeno 10 anni.  Ebbene, "i graditi" sono percettori di due stipendi rispetto ai loro colleghi del resto d'Italia pur svolgendo le stesse mansioni. Gli onorevoli del Consiglio di Presidenza di Palazzo dei Normanni, gente che purtroppo e' stata rieletta nella recente tornata elettorale, ha attribuito un “premio di gradimento” (non si sa bene a quale titolo oggettivo) disegnato ad hoc per queste figure, figure che e' inutile fingere di non sapere che sono amici degli amici degli amici. Questo premio di "gradimento" si aggiunge  allo stipendio della ditta appaltante tenuta a rispettare quanto previsto dal CCNL della ristorazione. Il premio di "gradimento" viene corrisposto per  14 mensilità aggiuntive per un ammontare  di 1.800 euro mensili. Il “premio di gradimento” grava -come prevedibile- ancora una volta sulle tasche dei  cittadini (a loro insaputa). Una spesa improduttiva, che entra a pieno titolo tra gli sprechi di una macchina regionale costosa e che vede purtroppo, anche dopo le recenti elezioni, personaggi squallidi per gestire il "bene comune".    

giovedì 29 novembre 2012

Matteo Renzi. Perche' mai l'intera nomenclatura (fuoti tempo) si chiude a riccio ?

Sulla vicenda interna al Pd che vede allineato e compatto l'intero apparato burocratico schierato contro Matteo Renzi, e' interessante ascoltare la battuta di una figura di grande rispetto della Sinistra, Claudio Petruccioli: "Se non volevano nuovi elettori al ballottaggio, perche' hanno fatto il confronto su Rai1 (6.600.000 spettatori)?".

Regione. L'assessore Valenti si e' dimesso. Ma l'opposizione solleva un nuovo caso Zichichi

E' proprio il caso di scrivere "Rosario Crocetta: una spina al giorno". Ma andiamo con ordine. L'assessore Valenti ha accolto l'invito del governatore di fare un passo indietro, ossia di dimettersi, ed ha rimesso la delega degli Enti Locali dove era stata proposta dall'Udc. Non si e' ancora conclusa la vicenda Valenti che ne scoppia in'altra. Secondo Nello Musumeci, gia' competitore di Crocetta alla carica di governatore, l'Assessore alla Cultura Antonio Zichichi non potrebbe svolgere la sua funzione in quanto il figlio avrebbe in corso contro la Regione Sicilia ben cinque contenziosi.

Regione. Si studiano ipotesi per salvare i "precari"

Una  proroga per il contratto dei precari degli enti locali della Sicilia, Province e Comuni. Sono 18mila e alla fine dell'anno per loro sarebbe previsto il licenziamento. Il ministero dell'Economia sta considerando un piano per trasferire i precari dalla Pubblica Amministrazione alle imprese. Il progetto condiviso dal governatore Crocetta prevede come primo punto un emendamento alla legge di stabilità che il governo nazionale presenterà la prossima settimana che contempli la proroga per tutti i precari italiani fino a luglio 2013.  La prossima settimana sulla vicenda si terra'  un tavolo tecnico, con cui il Presidente Crocetta, si propone di ipotizzare l'utilizzare dei fondi destinati ogni anno ai precari, circa 300 milioni di euro, in incentivi per l’occupazione da destinare alle imprese e il relativo trasferimento degli Lsu presso le imprese.

Matteo Renzi. Egli ha provato, il resto degli italiani continuera' solamente a lamentarsi

Due Italie, due paesi, due lingue, due visioni completamente diverse.  Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi a sentirli ierisera,  sembravano due che venivano da pianeti diversi, pur dicendo in gran parte cose sovrapponibili, e mai conflittuali.  Con l’eccezione dell’accordo fiscale con la Svizzera – che Bersani rifiuta con ottime ragioni (e non è un dettaglio) – su tasse, pensioni, mercato del lavoro, urgenza delle risposte ai temi dei potenzialmente infiniti conflitti d’interesse del paese, Renzi è sembrato avere idee meno mediate, più nette e – dato il contesto – necessarie.  Ha ricordato a tutti di avere un oggettivo vantaggio: non ha il fardello del passato e di vecchi patti generazionali da rispettare secondo cui la Bindi dovra' vita natural durante sedere in Parlamento, e fa bene a ricordare quel lungo elenco di cose non fatte o fatte a metà dal centrosinistra di Bersani.  Il sindaco, a cui mancano 30 mila voti per poter battere Bersani, in fondo ieri sera e' tornato a fare il rottamatore, si è rimesso l’abito che gli ha consentito di arrivare fin lì, e ha ripetuto, ogni volta che poteva, che Bersani aveva avuto la sua chance, ed era andata com’era andata, ossia sempre un fiasco.  Ha convinto, il sindaco fiorentino, quando ha provato a presentare le sue ricette di riforma? Sì e no, ma è sembrato davvero uno che ci sta provando, anche a formarsi e a confrontarsi con un mondo che cambia. Un mondo di cui è parte. Certo, Renzi nei tempi tv ci sta bene, con palese uso della  furbizia. Il dibattito e' scivolato da un’Europa schivata con un paio di slogan, ad attacchi e difese sulle ere di un D’Alema mai citato; da un Bersani che rivendica il buon lavoro in quei due lontani anni di governo, a un Renzi che ricorda il tanto non fatto. Un Renzi che snocciola ricette facili, veloci e comprensibili, con qualche dettaglio tecnico. Individua sempre bene il nemico, Renzi: chiama i burocrati burocrati, mette sud e “vizio delle raccomandazioni” nella stessa frase. Dice di no a Casini e all’Udc siciliana di Cuffaro (lungamente alleata di Bersani nell’Isola, ndr), e sembra sacrosanto.  Bersani arretra, incassa infastidito, ma non perde mai il controllo. Ma di programmi e affidabilità delle squadre in campo, ne sappiamo quanto prima. Di quali ricette adotterebbero nel concreto, di come contratterebbero in Europa, di quali progetti di tagli alla spesa inutile e alle tasse si doterebbero... I temi sono tanti, le risposte da analizzare poche. Nel caso di Renzi, si può almeno scommettere con ragionevolezza sull’idea di una classe dirigente tutta da inventare e quindi necessariamente aperta a risorse ed energie che stanno nel mondo. Nel caso di Bersani, diventerà invece una corrente di renziani o simili che arriva in parlamento. Il dibattito non sembra abbia aggiunto conoscenze fondamentali sui due candidati, anche perché non li abbiamo visti mettersi sotto stress con parole come Penati, Monte dei Paschi di Siena,  Telecom, Unipol, “regole per le primarie” e semmai – se davvero ritenete – Arcore. Matteo Renzi ha rinunciato a giocare ogni carta di affondo potenzialmente sanguinoso a propria disposizione. Su Rai Uno ieri sera abbiamo visto  due paesi. Due figure di italiano divise dalle generazioni. La lingua di Bersani, quella lingua di buonsenso di vecchia Italia che chiede scusa al parroco defunto,  cerca riferimenti rispettabili,  ma che parla di un passato che non tornerà. Renzi gioca la carta del nipotino bravo che voleva bene alle maestre, ma ottiene adesione solo quando  ricorda le proprie responsabilità a chi ne ha già avute tante, e non ha preso per mano un paese che ne aveva bisogno. Quando sorride bonariamente del parroco, e quando ricorda il tempo traumatico in cui D’Alema governava con l’appoggio di Cossiga e Mastella.  E d’altro canto, Bersani, non può essere imputato di colpe davvero più grandi di lui, anche perché è davvero sempre sembrato uno che ce la metteva tutta. In fondo il dibattito ha rispecchiato la realta': esistono due Italie.  Quella che si riconosce in Bersani, che si affiderebbe ancora a lui dovendo scegliere rispetto a Renzi, è forse davvero divenuta minoritaria.  Renzi è arrivato fin dove poteva, dove si sentiva. Ma ha dimostrato che le nuove generazioni, i nuovi interessi, le nuove sensibilità, se vogliono trovare spazio devono conquistarselo. Lui lo ha fatto e ha dimostrato che provarci si può, e anche che, per vincere, ci vogliono spalle larghe davvero, perché chi detiene il controllo non ha mai voglia di lasciarlo.  Matteo Renzi, paga la sua assurda solitudine. In un panorama politico immobile da decenni è l’unico che ci ha provato, e questo gli vale un doveroso salvacondotto sugli errori, le ingenuità, le mancanze di strutture che nel mezzo dei trent’anni può capitare di avere se ti candidi di colpo a premier. L’Italia sembra stupirsi del fatto che che lui esista, e che mobiliti tante persone partendo da zero: e invece dovrebbe sorprendersi del fatto che, di Renzi, ce n’è in giro uno solo. 

Regione. Affanno in giunta, precari, primi inizi del cambio di casacca

 Crocetta mostra di non sapere come risolvere il caso Valenti, l'assessore accusato di "slealta'" per non averlo informato di avere in corso questioni con la Giustizia, ed in questo malo modo di muoversi il governatore dopo averla invitata a trarre le conseguenze l'ha pero' voluta ieri con se'   all’incontro in programma al ministero del Welfare per affrontare la spinosa questione dei 22.500 precari degli enti locali, che a causa del Patto di stabilità rischiano di non avere rinnovato il contratto o di non percepire lo stipendio.  Dopo avere ottenuto i finanziamenti per la cassa integrazione e per gli ammortizzatori sociali in deroga (caso gesip)  il presidente della Regione spera di ottenere una deroga per evitare il peggio. Sul fronte occupazionale, la Sicilia è un’autentica polveriera. L’Anci Sicilia ha invitato, il prossimo 7 dicembre, Crocetta a partecipare all’assemblea dei sindaci che gli sottoporranno i dettagli «di una situazione che per tutti gli enti locali è diventata drammatica e insostenibile e che non mette gli amministratori locali nelle condizioni di assicurare ai cittadini i servizi essenziali». E' stata intanto rinviata la presentazione ufficiale del professore Antonino Zichichi che ha accettato la carica di assessore ai Beni culturali ma non ha ancora messo piede a Palermo (vive infatti a Ginevra).  La prima riunione della nuova giunta regionale è stata intanto fissata per domani. Intanto, Palazzo dei Normanni, in vista della seduta inaugurale del 5 dicembre, comincia ad animarsi.  Ieri e oggi ci sarà l'accoglienza degli eletti.  Il Movimento Territorio (gruppo vicino a Crocetta) ha già designato Nello Dipasquale capogruppo e nelle prossime ore potrebbe comunicare nuove adesioni, in conseguenza dei previsti cambi di casacca.   I deputati del Partito dei siciliani (mpa) hanno nominato capogruppo Roberto Di Mauro. Era assente Nicola D’Agostino che solo il 5 dicembre dichiarerà a quale gruppo intende aderire, probabilmente a quello «Crocetta presidente».  La rottura con Lombardo sembra infatti  insanabile.

Sanita' Pubblica. Quanta malafede dei politicanti e dei pseudo-sindacalisti quando gridano contro i tagli alla sanita' siciliana

Per ogni 103 siciliani c'e' un dipendente del Servizio Sanitario che si occupa di loro.   La Sanita' siciliana schiera infatti 46.104 unita' lavorative che costano tre miliardi di euro. La Toscana schiera quasi 53.000 unita' lavorative, quindi (si ritiene) assiste meglio i suoi cittadini, tuttavia spende meno: duemiliardiottocentomilioni. In Sicilia, nel Sistema Sanitario, lavorano ben 3.300 dirigenti in piu' che in Toscana e quindi si spiega facilmente il divario di costo. Da noi, in Sicilia, tutti i dipendenti delle Ausl sono amici di almeno un onorevole, motivo percui ..... Conosco un antico amico che lavorava alla Ausl, allo sportello, all'Ufficio Protocollo, ebbene  l'ultima volta che l'ho incontrato mi ha comunicato di essere divenuto un dirigente, grazie all'interessamento di ... Ovviamente partiti, sindacati, e mestieranti vari ogni volta che, in Sicilia, si parla di tagli alla sanita' siciliana innalzano proteste e grida e blocchi stradali. Protestano contro l'insensibilita' del governo Monti.

mercoledì 28 novembre 2012

Giunta Regionale. Crocetta accusa di slealta' l'assessore appena nominato degli Enti Locali

Rosario Crocetta ha espresso il suo pensiero sul caso dell'assessore degli Enti Locali, Valenti, di cui ieri si e' saputo di essere stata inviata a giudizio per vicende trascorse, quando guidava la Societa' Autostrade Sicilia. Per il "governatore" la Valenti e' stata sleale nel non aver rivelato all'atto di essere proposta ad assessore la sua vera "posizione giudiziaria". La situazione a questo punto si presenta, dal punto giuridico, complessa. Dovrebbe essere la Valenti a trarre le conseguenze dalle parole di Crocetta e, quindi, dimettersi. Se non lo fara' in quanto essa asserisce che la sua e' una vicenda marginale e secondaria ? Pare che Crocetta, in quanto Presidente della Giunta, non possieda il potere di "licenziare" un assessore non gradito. La Valenti, lo vogliamo ricordare, e' stata designata dall'Udc ed era sta "capo della segreteria tecnica" di Toto' Cuffaro.

Albania. Ricordato il centenario dell'Indipendenza

A TORINO E CHIERI , 2 GIORNATE DI FESTA PER L’ARBERIA E L’INDIPENDENZA DELL’ALBANIA .   Al Circolo Ufficiali dell’Esercito , in via Vinzaglio , il sodalizio skipetaro torinese “Vatra”  diretto da Benko Gjata  ha celebrato nel magnifico salone delle feste , dove troneggia il monumento all’Eroe Pietro Micca, il centenario dell’indipendenza dell’Albania (1912-2012) , alla presenza di una delegazione dell’Arberia del Piemonte coordinata da Vincenzo Cucci ed Antonio Gioseffi . La domenica mattina 25 novembre, alla presenza  fra gli altri  del Console generale di Milano, Nausika Spahia, del v.presidente del consiglio regionale Piemonte, Roberto Placido, del sindaco di Chieri, Lancione, Rosita Ferrato giornalista di BabelTV, delle associazioni piemontesi aderenti alla F.i.a.p. , è stata intitolata (unica in tutto il centro-nord)  dopo la piazza alla Beata  “Teresa di Calcutta”  e Premio Nobel per la pace,  una strada a Giorgio Kastriota Skanderbeg  “Atleta Christi et Fidei” come definito dal pontefice dell’epoca Pio 2°. Inoltre , a cura dell’Associazione “Vatra Arbereshe” con funzioni di coordinamento per il Piemonte ,presidente Vincenzo Cucci originario di Maschito, con un parterre di parlamentari nazionali, regionali ed autorità locali , è stato presentato un interessante volume nella sala Concerìa assieme ad una significativa  mostra fotografica sull’Albania di “Vatra” . Si tratta dell’antologìa dei primi “ 10 anni di Poesia Arbereshe” con estratti da un migliaio di liriche e componimenti artistici  che hanno partecipato al concorso nazionale durante  due lustri  e dedicato esemplarmente alla memoria di Eugenio Matranga , animatore della comunità etnica e già sindaco della città, nativo di Piana degli Albanesi (Palermo). Messaggi di felicitazioni e di buon lavoro sono pervenuti da Vincenzo Folino, presidente del consiglio regionale lucano e presidente “ad interim” dell’Associazione “Lucani nel mondo” , oltre che da LEM-Italia , Confemili-Roma  e dall’Ambasciatore dell’Albania in Italia, Llesh Kola. Il volume che sarà diffuso gratuitamente, e-mail: info@vatrarberesh.it ,   a tutte le biblioteche , centri universitari , scuole, sportelli linguistici (L.482/99)  e riviste etniche delle comunità albanofone , è stato presentato in un pubblico dibattito coordinato da Edmond Cali , albanologo, dell’Università “L’Orientale” di Napoli , con il direttore-fondatore della rivista “Basilicata Arbereshe”(on-line dal 2001) Donato Michele Mazzeo e  Fernanda Pugliese , direttrice della Rivista “Kamastra” in Montecilfone (Campobasso). La serata conclusa, in un’atmosfera  gioiosa ,  con uno spettacolo “live” del gruppo artistico “Spartiti per Scutari” diretto dal maestro Bardh Jakova che ha in preparazione un proprio Cd  a breve.

martedì 27 novembre 2012

Rosario Crocetta. Una spina al giorno

C'e' solo che non diventi una barzellezza lunga cinque anni la vicenda che sta caratterizzando la costituzione della giunta di governo di Rosario Crocetta, il rivoluzionario.  La prima vera grana e'  arrivata tuttavia adesso dopo che e' stata completata la squadra di governo. L’assessore agli Enti Locali, Patrizia Valenti, è stata rinviata a giudizio per un’assunzione “caldeggiata” al Consorzio Autostrade Siciliane. Circostanza sufficente, questa,  per mandare a gambe all’aria il profumo di legalità e di aria fresca che doveva iniziare a sventolare nel seno a Mamma Regione. A pesare sulla testa di Patrizia Valenti potrebbe presto arrivare un’altra accusa, proveniente dal tribunale di Patti per l’escalation di incidenti mortali sulla Palermo-Messina, inaugurata sotto Lombardo e chiusa per cemento depotenziato nelle gallerie nel messinese. Crocetta si dovra' ritrovare a dover trattare di nuovo con i suoi alleati per riempire un’altra casella. Al momento, oltre la presenza di Patrizia Valenti, Crocetta è riuscito a portare al governo Franco Battiato in qualità di Assessore al Turismo, Antonio Zichichi assessore alla Cultura, assessore all’Economia Francesca Basilico D’Amelio  (da  sostituire al piu' presto con Luca Bianchi), la giovanissima fuoricorso Nelli Scilabra all'Istruzione e  Formazione, Nino Bartolotta all’Agricoltura, Linda Vancheri alle Attività Produttive, Lucia Borsellino assessore alla Sanità, Mariella Lo Bello assessore al Territorio e Nicolò Marino assessore alle Energie.infrastrutture, Ester Bonafede a Famiglia e Lavoro, Dario Cartabellotta all’Agricoltura, Linda Vancheri alle Attività Produttive, Lucia Borsellino assessore alla Sanità, Mariella Lo Bello assessore al Territorio e Nicolò Marino assessore alle Energie.

Regione. Dopo l'Udc ed i cuffariani di Cantieri Popolari anche i seguaci di Raffaele Lombardo vantano credenziali per voler sostenere Rosario Crocetta, "a gratis"

GATTOPARDISMO. L'ex-presidente della Regione Sicilia, don Raffaele Lombardo, ha dichiarato ai giornalisti: "i veri promotori della vittoria di Rosario Crocetta siamo noi del Mpa. E' stato grazie allo sganciamento voluto da noi e messo in atto da Mpa e Grande Sud che Nello Musumeci ha perso le elezioni". Come dire io, Raffaele Lombardo, metto il cappello sulla vittoria di Crocetta. Dopo questa dichiarazione e' seguita quella del capogruppo Mpa (10 deputati) all'Assemblea Regionale: "Sosterremo su alcune proposte Rosario Crocetta in Aula, senza chiedere nulla in cambio". In pratica in Aula Rosario Crocetta ormai puo' fare il pieno dei cuffariani e dei lombardiani. Lo faranno "a gratis". Basta non mettere il bisturi sul parassitismo che sta affogando la nostra isola. Nulla di nuovo su questa terra. Tutto cambia, tutto resta come prima.

Contessa Entellina. Municipio commissariato per il Prg - sindaco e Vice Sindaco non hanno avuto tempo da dedicare a questa problematica

Sergio Parrino frequenta ed incassa indennita' di carica da almeno due mandati. In una (in verita' due) e' stato assessore ai Lavori Pubblici e sin dai primi giorni in cui ha rivestito quel ruolo assicuro' il Consiglio Comunale che da li' a pochi giorno egli avrebbe portato in Aula il Piano Regolatore. L'impegno di illustrare il Piano comincio' via via a scivolare dasessionein sessione. Divenuto sindaco, Sergio Parrino, subito promise che una delle imminenti sedute del Consigljo sarebbe stata dedicata al Piano Regolatore. Il mandato di Sergio Parrino ormai si avvia al termine, per fortuna ! Antonio Messina e' stato vice sindaco in un precedente mandato, in cui ricopriva pure il ruolo di Assessore ai Lavori Pubblici. Attualmente con le medesime funzioni affianca Sergio Parrino. Entrambi si presume che sappiano, abbiano cognizione, di cosa sia un Piano Regolatore anche seal punto in cui stanno le problematiche il dubbio e' piu' che fondato. Ne' l'uno ne' l'altro comunque hanno mai puntato a sbloccare questo strumento di programmazione e al contempo di civilta' nell'uso del territorio comunale. E' dei giorni scorsi la decisione della Regione di Commissariare ad acta il comune di Contessa Entellina perche' inadempiente. Sara', a questo punto, un funzionario regionale a sbloccare uno strumento di amministrazione di cui ne' il nostro sindaco ne' il nostro vice-sindaco sanno masticare i contenuti. Due personaggi questi da far torcere il collo al piu' volenteroso degli osservatori, in quanto pochi riescono a spiegarsi come un sindaco di centro-destra (grande sud) ed un vice sindaco di "finto" centro-sinistra (pd) possano, assieme convivere. La spiegazione inevitabile la si trova subito: non facendo nulla, instaurando l'immobilismo tutto e' facile, fermo restando che entrambi si dedicano regolarmente a riscuotere la pensioncina (indennita' di carica).

Sicilia. L'assessore cislino lascia e subito Crocetta insedia un nuovo "ricercatore economico".

Nella giornata di ieri Francesca Basilico D’Amelio, che Rosario Crocetta avrebbe voluto come rappresentante Cisl in seno alla sua giunta,  ha rinunciato al regalo che i cislini siciliani avrebbero voluto mostrarle nel  proporla.  Lei lavora sul serio, e' un superburocrate di Stato e lasciare tutto per verire in Sicilia per venire a rappresentare spiccioli interessi, magari parassitari, non fa parte del suo bagaglio culturale.  Il presidente della Regione, Rosario Crocetta non ha voluto perder tempo e per coprire l'importante incarico di Assessore all'Economia  ha subito chiamato (ovviamente in accordo con l'ex segretario cisl Sergio D'Antoni,  cil vicedirettore della Svimez, Luca Bianchi. “Una bella avventura che mi costa molto” dice a caldo ai giornalisti il neoassessore regionale:  “Sono momenti concitati, sto ricevendo un sacco di telefonate. Spero sia una esperienza utile ma datemi il tempo  di risolvere tutte le questioni pratiche”.

lunedì 26 novembre 2012

Regione. Il Pd mugugna, pero' pure la Cisl pare sia rimasta a bocca asciutta.

Da un ventennio, un trentennio, il sindacato privilegiato dai governi di Mamma Regione Sicilia e' stata la cisl, sigla maggioritaria fra i ventimila dipendenti regionali. Uno o piu' assessori, da sempre, sono stati espressione della lobby. Rosario Crocetta se al suo partito, il Pd, ha concesso ben poco in termini di rappresentanza assessoriale, ancor meno ha concesso alla lobby della cisl che ha in seno all'apparato regionale le sue mammelle dove ha sempre succhiato latte fresco: il settore della formazione, dove arrivano soldini europei. Settore milionario, .... anzi miliardario su cui vivono parecchi personaggi pirandelliani. La mattina succhiano latte con le aziende create e gestite con i fondi di Mamma Regione finalizzate alla formazione ed il pomerigio indossano la veste di sindacalisti "contro" Mamma Regione. Contro, si fa per dire. Personaggio del Pd, che di "formazione" e' impastato e campa, e' il deputato messinese Francantonio Genovese, i cui parenti hanno costruito imperi grazie alle aziende foragiate dai soldi della "formazione". La Cisl avrebbe voluto all'interno della giunta Crocetta, come da tradizione trentennale, un suo "assessore", giustificando la richiesta in quanto esiste nel Pd una componente di questa lobby (D'Antoni, Cocilovo, Lupo ....). Rosario Crocetta ha assecondato la richiesta, ma a modo suo, arruolando e facendola passare come filo-cisl una figura non isolana, un personaggio che ha sempre svolto importanti incarichi nei ministeri romani e che di certo possiede una cultura aliena dallo sperpero del denaro pubblico: Francesca Basilico D'Avenio, a cui e' stato assegnato l'assessorato all'Economia, assessorato che per i tempi che corrono sara' chiamato ad effettuare tagli piuttosto che sperperi.

Sicilia. Rosario Crocetta, la finta umiliazione del Pd, il trionfo del cuffarismo

Crocetta inizia a giocare in proprio oppure sta cercando di fare di necessita' (ampliare la base parlamentare del suo governo) virtu' ?. La domanda nasce spontanea, perche' cio' che si profila nei palazzi di Mamma Regione e' un ingresso "alla grande" dei piu' stretti collaboratori di Toto' Cuffaro, una presenza allo stato attuale discreta dei lombardianti ed una "finta" o "verace" (non saptemmo dire) del Pd, il partito che ufficialmente e' stato di Rosario Crocetta. Il Pd cerca di nascondere la plateale presa di distanza del "governatore" dalle aspettative di partito, anche se del disagio si e' fatto interprete Antonello Cracolici con la sua battuta "vediamo quanto dura questo governo". I Cuffariani sono invece in euforia perche' l'immissione in giunta di stretti collaboratori di "Toto' " prefigura indirettamente la 'riabilitazione' del capo, oggi in galera per vicende di mafia. Gli accordi politici udc-pd prevedono che anche la Presidenza dell'Assemblea vada ad un cuffariano, Giovanni Ardizzone. E questa linea strategica di Crocetta continua a rivelarsi proficua per la sua gracile base parlamentare di 39 deputati su 90. Subito dopo questa "designazione" infatti anche i cuffariani oltranzisti di "cantieri popolari" hanno assicurato i loro 5 voti di sostegno (e siamo a quota 44). Ovviamente i lombardiani, che di giochi sottili non sono meno dei cuffariani, continuano a stendere la loro rete avviluppante e metaforicamente mostrano con soddisfazione i loro 10 voti desiderosi di un proficuo "impiego" in aula. E' certo che le vie della politica non sono quelle della morale e dell'etica (Macchiavelli), tuttavia con l'immane potere che Crocetta sta concedendo alla vecchia politica cuffariana e' piu' che palese che in Sicilia non avremo nei prossimi mesi una seria riforma della pubblica amministrazione clientelare, che come sappiamo tutti e' per intero figlia di Toto' Cuffaro. Clientelismo e parassitismo continueranno a convivere ancora allungo con i siciliani. Il pd oggi soffre la mancanza di assessori di partito in giunta. Deve accontentarsi di essere rappresentato da una studentessa fuori corso e di altre tre figure di scarso peso e competenze politiche. Ma non puo' molto lamentarsi se e' vero quel detto che dice: "chi di spada ferisce, di spada perisce". Nella scorsa legislatura il pd privilegio' una sconveniente alleanza con i lombardiani; come non condividere oggi i giochi "scoperti" di Rosario Crocetta col sempre intatto mondo cuffariano ? Doveva essere la "rivoluzione siciliana". Siamo al ritorno dei nostri ! La Sicilia di sempre.

domenica 25 novembre 2012

Palazzo dei Normanni. I grillini sono sorpresi: caffe' e cornetto costano cent. 68

“Il Movimento 5 Stelle" nell'approssimarsi dell'apertura della nuova legislatura dell'Ars ha pubblicato il listino dei prezzi affisso al bar di Palazzo dei Normanni. "Caffè e cornetto a 68 centesimi, la differenza la pagano i cittadini a fine anno" viene scritto. " Spremuta di frutta a 90 centesimi. Calzoni, arancine, crostini e toast a 90 centesimi, ciascuno". È il listino prezzi del bar dell’Ars siciliana che Beppe Grillo posta sul suo blog. A denunciare quelli che definisce “privilegi a sbafo per gli onorevoli" e il neo-eletto Cancelleri. Poi commenta: “Leggendo questo listino prezzi si potrebbe pensare che qualcuno stia abbassando i prezzi, magari per un giorno, per rendere possibile a tutti un pasto caldo. La realtà è molto meno romantica e ci fa piombare nelle solite storie. Questo è il listino prezzi della buvette dell’Ars” dove aggiunge: “con meno di un euro è possibile prendere caffè e cornetto. Con 11euro circa viene servito un pranzo con antipasto, primo, secondo, frutta e caffè. Per coprire quei prezzi ribassati è prevista una quota fissa di 31.000 euro oltre I.V.A.  pagata mensilmente”. Indovinate, conclude, “chi paga la differenza?”.

Primarie Centro-Sinistra. In Sicilia le risultanze appaiono dissallineate da quelle nazionali

In Sicilia sono stati istituiti per lo svolgimento delle primarie del centro-sinistra 519 seggi che hanno coperto quasi tutti i centri abitati. Quasi, perche' l'unico a non avere avuto assegnato il seggio elettorale e' stato, manco per dirsi, Contessa Entellina. Quando lo sfoglio era stato completato in 204 seggi i risultati vedono 1) Bersani al 51,22% 2) Renzi al 30,47% 3) Vendola al 15,67%. risultanze queste molto dissallineate da quelle nazionali. AGGIORNAMENTO: ore 15,30 del 26 novembre. Ci viene segnalato che nonostante Contessa Entellina non sia stata inclusa nel sito internet contenente l'elenco dei seggi elettorali in Provincia di Palermo, di fatto il seggio e' stato istituito e si so o presentati una cinquantina di cittadini, inprevalenza filo-Bersani. Ci scusiamo per l'inesattezza.

Sicilia. Cambiare tutto per non cambiare nulla

SICILIANISMO. La nostra isola oggi nel contesto del mondo moderno e' molto poco conosciuta, al di la'degli stereotipi che la vogliono "mafiosa". La Sicilia "greca", quella "romana", quella "araba" e quella "normanna" erano realta' protagoniste del loro tempo. Eppure il "sicilianismo" e' un prodotto culturale-sociale dei tempi piu' vicini a noi. Consiste in quell'atteggiamento che fa di noi un miscuglio di vittimismo, permalosita', frustrazione che a contatto con l'elemento ancora piu' caratterizzante, l'arroganza, da -appunto- vita al "sicilianismo". Il sicilianismo e' divenuto, come e' logico che fosse pure settarismo nei confronti di tutti coloro che non riconoscono le "glorie isolane". Sicilianismo non e' stato altro che il presupposto pseudo-culturale della malafede siciliana, e della mafia. L'Europa ha tentato di ri-scoprire la Sicilia nel Settecento:i grandi viaggiatori del Nord-Europa sono interessati a scoprire la cultura classica, quella greca, e setacciano qui da noi i maestosi siti archeologici. Piu' l'Europa si interessa dell'isola, ritenuta decadente rispetto ad un glorioso passato storico, piu' in Sicilia i ceti dirigenti spandono in giro un risentito rifiuto. Si rifiuta la cultura illuministica ed il progresso manifatturiero che soffia nel continente ma non si vuole nemmeno individuare una via propria di sviluppo. Siamo al "gattopardismo", quel fenomeno culturale per il quale rivendichiamo "autonomismo" ed innalziamo grandi nebbie attorno a noi per pero' conservare lo "status quo". Le parole d'ordine che piu' ci hanno affascinato nei tempi recenti sono, appunto, "autonomismo", e "rivoluzione" e sono sempre servite per restare "immobilizzati". Ps. Questa riflessione ci giunta spondanea dopo avere letto la lista degli assessori che il governatore "Crocetta" ha insediato nella Regione Sicilia. Ci era stata promessa la "rivoluzione" ed abbiamo avuto una fitta schiera di uomini/donne gia' collaboratori di Toto Cuffaro.

sabato 24 novembre 2012

Regione. Chi sono i nuovi assessori ?

Sette sono le donne in giunta:  1) Nelli Scilabra, 29 anni studentessa di giurisprudenza a Palermo impegnata da anni in politica, alla Formazione;  2) Lucia Borsellino, funzionario regionale, figlia del magistrato assassinato dalla mafia nel '92, con delega alla Sanità;  3) Mariella Lo Bello, ex segretario della Cgil di Agrigento, con la delega al Territorio e Ambiente; 4)  Francesca Basilico D'Amelio, attualmente componente della segreteria tecnica del ministero dell'Università, che sarà assessore all'Economia (i maligni sostengono sia stata imposta da Monti), e  5) Linda Vancheri, funzionaria di Confindustria nissena, che avrà la delega alle Attività produttive. Tra gli assessori donna anche  6) Esterina Bonafede, sovrintendente dell'Orchestra sinfonica siciliana, che ha avuto la delega alla Famiglia e al Lavoro, e  7) Patrizia Valenti, dirigente area ricerca e sviluppo dell'Università di Palermo, che si occuperà delle Autonomie locali e della Funzione pubblica.  Nominati anche il professore  8) Antonino Zichichi, 83 anni, il più anziano del gruppo, ai Beni culturali, 9) il magistrato Nicolò Marino, pm a Caltanissetta, che ha avuto la delega all'Energia,  10) il cantautore Franco Battiato che è assessore al Turismo,  11) Dario Cartabellotta, dirigente generale dell'assessorato risorse agricole, che entra in giunta come assessore all'Agricoltura e  12) Antonino Bartolotta, dipendente del ministero dell'Interno, con delega alle Infrastrutture. 

Assemblea Regionale Siciliana. La prima seduta convocata per il 4 Dicembre

Con l'avvenuta costituzione della Giunta di Governo, oltre che sullo strascico di polemiche interne al Pd isolano ove -alla luce del sole- si coglie l'insoddisfazione per il modo in cui il presidente Crocetta si e' mosso per dar vita all'esecutivo, l'attenzione si sposta sulla data della seduta inaugurale dell’Assemblea Regionale Siciliana che darà il via alla 16ma legislatura. Nel corso della prima seduta l'Aula sara' presieduta da un presidente e da segretari provvisori. Il primo adempimento sara' quello di eleggere a scrutinio segreto il presidente dell’Ars, quello che rimarrà in carica per tutta la durata della legislatura. Nella seduta successiva si dovranno eleggere due vice presidenti, i segretari dell’Assemblea e i questori. In seguito sarà il turno delle Commissioni legislative permanenti.  Secondo lo Statuto i deputati dovranno prestare il giuramento di esercitare le proprie funzioni “con il solo scopo del bene inseparabile dell’Italia e della Regione”.  ELEZIONE PRESIDENTE DELL'ARS Sarà eletto presidente chi raggiungera' la maggioranza dei due terzi dei componenti dell’Assemblea. Se nessun deputato otterrà tale maggioranza, si procederà ad una seconda votazione nella quale è sufficiente, per l’elezione, la metà più uno dei voti dei componenti dell’Assemblea. Se nessun deputato riporterà anche in questo caso la maggioranza, si procederà, nel giorno successivo, a una nuova votazione; risulterà eletto il candidato che avrà ottenuto la maggioranza assoluta dei voti. Qualora nella terza votazione nessuno riporterà detta maggioranza, l’Assemblea procederà nello stesso giorno al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti e viene proclamato eletto colui che abbia conseguito la maggioranza anche relativa.  ELEZIONE COMPONENTI CONSIGLIO DI PRESIDENZA Nella seduta successiva si procede alla elezione degli altri componenti il Consiglio di Presidenza e cioè: due vice presidenti, tre questori e cinque segretari. Dei due vice presidenti, uno sarà di maggioranza e l’altro di opposizione.  COMMISSIONI ELEGISLATIVE In seguito vi dovranno  inoltre  nominare le Commissioni legislative permanenti (6).  L'Assemblea può anche decidere la nomina di Commissioni speciali per l’esame di determinati disegni di legge e di Commissioni d’indagine e di studio su materie e argomenti specifici. La nomina dei membri delle Commissioni speciali spetta al Presidente dell’Assemblea. Al loro interno vengono eletti un presidente, due vice presidenti e un segretario. All’inizio di ogni legislatura, l’Assemblea istituisce la Commissione parlamentare d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia.  GRUPPI PARLAMENTARI Seguira'  la costituzione dei gruppi parlamentari- Entro cinque giorni dalla prima seduta dopo le elezioni, i deputati devono comunicare a quale gruppo parlamentare intendano appartenere e ciascun gruppo deve essere costituito da almeno cinque deputati, anche se l’Ufficio di Presidenza può autorizzare la costituzione di un Gruppo con un numero inferiore ad alcune condizioni (essere stati eletti in almeno due circoscrizioni, e rappresentare partiti o movimenti organizzati nell’intera Regione e/o abbiano rappresentanza, organizzata in gruppi parlamentari, al Parlamento nazionale).

Rosario Crocetta. Adesso c'e' il governo, il lavoro da compiere e' di quelli che fanno tremare i polsi

1) Presidente: Rosario Crocetta 2) Economia: Francesca Basilico D'Amelio 3) Formazione: Nelli Scilabra 4) Infrastrutture: Nino Bartolotta 5) Turismo: Franco Battiato 6) Lavoro e Famiglia: Ester Bonafede 7) Funzione Pubblica: Patrizia Valenti 8) Agricoltura: Dario Cartabellotta 9) Attività produttive: Linda Vancheri 10) Cultura: Antonino Zichichi 11) Sanità: Lucia Borsellino 12) Territorio: Mariella Lo Bello 13) Energia: Nicolò Marino. Alla fine il governo senza alcun politico e/o politicante al suo interno e' nato. Il Pd ha resistito fino alla fine nel tentativo di poter inserire figure piu' direttamente espressione del partito. Ma non c'e' stato nulla da fare. Lo stato d'animo del Pd e' sicuramente contenuto in questo battuta (twitter) di Antonello Cracolici: "Crocetta ha quasi completata la giunta: vedremo quanto durera' questo Governo". Ester Bonafede, architetto, dirigente della Regione, Soprintendente della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, dallo scorso aprile è anche assessore alla cultura del comune di Sambuca di Sicilia, uno dei comuni agrigentini della Valle del Belice.

venerdì 23 novembre 2012

Privilegi e uomini di Stato: Donato Menichella ....... di Nicola Graffagnini

Pensiamo possa essere utile, in questo periodo di crisi generale, e nel vocio assordante su privilegi e costi della politica, riflettere su alcuni personaggi del passato. Sul loro comportamento e il loro senso dello Stato. Adelfio Elio Cardinale, prolifico collaboratore del Giornale di Sicilia, domenica 28 agosto 2011, ha scritto un pezzo molto interessante. "La virtù dell'austerità..." Ma veniamo al dunque. Enrico De Nicola, da Presidente della Repubblica, per risparmiare scriveva sul retro delle buste e pagava di tasca sua i francobolli. Roba da non crederci. Donato Menichella, un nome quasi sconosciuto ai più, fu definito da Eugenio Scalfari in un articolo di Repubblica del 24 luglio 1984, all'indomani della sua scomparsa, "nume tutelare della nazione...l'immagine più alta del servitore dello Stato; scrupoloso, leale, intelligente, probo". Menichella fu Governatore della Banca d'Italia dal '48 al '60 dopo Luigi Einaudi. L'Italia in quel periodo ebbe il cosiddetto "miracolo economico" e la lira, grazie a Menichella si guadagnò il cosiddetto "Oscar", quale valuta più stabile al mondo. "Uomo schivo e riservato non rilasciò mai interviste". Rifiutò la carica di Presidente della Repubblica e le offerte per diventare ministro o senatore. "Durante il suo mandato di Governatore non si stancò mai di chiedere alla classe politica interventi per ridurre gli squilibri tra i cittadini e le aree del Paese. E a spingere per un'efficace azione in favore del Mezzogiorno, dei disoccupati, dei poveri e dell'agricoltura. Riordinare la pubblica amministrazione, produrre servizi efficienti, eliminare gli sprechi e spazzar via le clientele".  Lasciò agli eredi un opuscolo: "Come è che non sono diventato ricco". Ma ecco il confronto con la nostra realtà quotidiana. Da pensionato della Banca d’Italia richiese che gli venisse dimezzata la sua pensione, e da Direttore Generale dell’IRI si ridusse lo stipendio. E, quando era in carica, restituiva sempre al mittente, con una garbata ma ferma lettera di scuse, ogni strenna natalizia che eccedesse il valore di poche migliaia di lire. Ma quelli erano altri tempi, altri uomini, altri politici. Resta un grande esempio di uomo e di servitore dello Stato. Per noi tutti.

Primarie Pd. Hanno detto ......

NIKY  VENDOLA: "Possiamo rinunciare ai cacciabombardieri  e rimettere in sesto la scuola ?" MATTEO RENZI:  "Questo Paese non sara' un Paese civile finche' l'83% del budget delle regioni va alla sanita', ma dove i consiglieri regionali guadagnano piu' dei medici, dei pediatri, degli oncologi, e hanno vitalizi cumulabili con le pensioni". Lo ha detto il candidato alle primarie del centrosinistra, Matteo Renzi, nel saluto indirizzato ai partecipanti al congresso della Societa' italiana di medicina generale, in corso a Firenze. "Occorre rimettere al centro di tutto delle politiche di buonsenso -ha aggiunto Renzi-. Il medico del paese, il maestro erano i pilastri della comunita'".

Trasporti pubblici. L'interno dell'isola e' ancora piu' isolata di prima. Contessa Entellina la domenica non dispone di collegamenti con Palermo.

Ciascuna delle autolinee siciliane nei giorni scorsi ha proceduto al taglio di alcune linee di collegamento, per via dei tagli finanziari apportati dalla Regione Sicilia.  Tutte le aziende hanno nel miglior modo tentato di salvaguardare il diritto allo studio dei giovani che devono raggiungere gli istituti medi superiori nei centri abitati vicini. La ditta Saverio Stassi, l'azienda con sede legale a Contessa Entellina, ha infatti salvaguardato le linee di collegamento con Bisacquino, Corleone, Sciacca. La linea Contessa Entellina/Corleone delle ore 11,oo (cancellata) non e' molto incidente nell'ottica del "diritto allo studio". Diversa e' la situazione in cui si trovano  350 studenti di altri comuni della Valle del Belìce a causa della soppressione di 3 tratte da parte dell’Ast-Azienda Siciliana Trasporti. Un inizio dell’anno scolastico quello del 2012 non certo felice per i giovani studenti dei comuni di Salemi, Gibellina, Saluparuta, Poggioreale e Campobello di Mazara, costretti ad affidarsi a ditte non esercenti servizio pubblico per raggiungere i paesi limitrofi dove insistono gli istituti di istruzione superiore. Nello specifico, sono state rimosse le linee Campobello di Mazara – Castelvetrano, 5 pullman e 265 studenti abbonati; Salaparuta - Poggioreale- Sciacca, 21 abbonati; Salemi - Gibellina - Alcamo, 60 abbonati di cui 12 di Salemi e 47 di Gibellina.  Ragion per cui da alcune settimane monta la protesta delle famiglie degli studenti, costretti, visto che la Regione non ha i fondi per garantire il servizio di trasporto pubblico, a rivolgersi a ditte private che operano nel territorio per consentire ai propri figli di raggiungere gli istituti scolastici. Da quel che sembra le spese avanzate dai genitori degli studenti pendolari con ogni probabilità non saranno nemmeno rimborsate.  Diverse sono state le azioni di protesta pacifica avviate dalle famiglie dei comuni interessati dai tagli. A Salemi, lo scorso mese di ottobre, in prossimità delle elezioni Regionali si era deciso di consegnare le schede elettorali al Comune. A Poggioreale, invece, i genitori hanno dato il via ad una raccolta di firme.

Rifiuti solidi. Finisce il regime tarsu ed arriva la Res

Il  prossimo 1° gennaio 2013 entrera' in vigore il nuovo tributo locale sui rifiuti e sui servizi, denominato RES, e che  il decreto Salva Italia ha previsto in sostituzione di ben 3 tributi diversi: la Tarsu e la TIA1 e TIA2. A partire dal 1° gennaio 2013 in tutti i comuni del territorio nazionale si applicherà il nuovo tributo RES, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dai comuni, e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni (“servizi” per la sicurezza, l’illuminazione e la gestione delle strade). In attesa dell’emanazione del regolamento ministeriale, troverà applicazione il D.P.R. n. 158/1999 sulla TIA e pertanto la maggior parte dei comuni italiani, che sono ancora in regime di TARSU, passeranno direttamente al RES utilizzando i coefficienti previsti dal regime tariffario TIA. Il D.P.R. n. 158/1999 rappresenterà, dunque, l’unica disciplina di riferimento per il 2013 visto che il nuovo regolamento, anche se venisse adottato entro la fine dell’anno in corso, avrà efficacia solo dopo un anno dalla data di pubblicazione. Il 1° gennaio 2013 ci ritroveremo, pertanto, in una situazione già vissuta al momento dell’introduzione della TIA e del conseguente passaggio da parte di alcuni comuni dalla TARSU alla TIA. Nel RES si verificherà, dunque, una completa traslazione dei principi e dei coefficienti contenuti nel DPR 158/1999, i cui coefficienti potenziali di produzione, forniti per calcolare la parte variabile della tariffa da attribuire alle categorie di utenza non domestica, hanno già marcatamente evidenziato il loro totale scollamento dalla reale produzione di rifiuti delle varie categorie economiche. Incrementi che rispetto al passaggio tariffario TARSU/TIA saranno ancor più elevati visto che a questi andrà aggiunta la quota servizi introdotta dal nuovo tributo. In attesa dell’emanazione dell’apposito regolamento ministeriale, l’entrata in vigore del nuovo regime tariffario RES (costituito da due componenti, rifiuti e servizi) dal 1° gennaio 2013 potrebbe comportare un aumento spropositato delle tariffe sui rifiuti calcolate sulla base dei coefficienti contenuti nel DPR 158/1999.  C'e' da augurarsi che gli amministratori locali (quelli di Contessa Entellina, ci vengano in mente) sappiano soppesare quei coefficenti di cui al dpr 158/1999.

Regione Sicilia. Potrebbe essere lo scienziato Antonino Zichichi l'assessore ai Beni Culturali

Malumori stanno per essere vissuti in queste ore all'interno del Pd e dell'Udc di Sicilia, i partiti che hanno sostenuto Crocetta durante la campagna elettorale, che vorrebbero esprimere nomi vicini alle loro posizioni. Ieri Crocetta ha annunciato di non volere più andare agli appuntamenti con i partiti ma di aspettare che gli stessi partiti gli indichino la rosa dei nomi che devono essere di alto profilo e non di deputati o ex deputati. Niente politicanti, quindi. Intanto si attende l'adesione alla delega per la Cultura dello scienziato Zichichi.

Crisi finanziaria. La ricetta liberista pone la finanza nella postazione di regia.

La crisi finanziaria è finita o sta finendo, come ci dicono alcuni tecnici, oppure siamo ancora nel bel mezzo della tempesta?  La Grecia continua a rimettere in discussione la stabilità dell’euro ed i Paesi interessati, con  i loro eterni indugi, rimandano decisioni che avrebbero potuto essere assunte già da anni in tutta tranquillità. Fu lla miopia della Germania a mettere in moto un meccanismo vizioso che ci ha portati fino adesso col chiedere ad Atene sacrifici durissimi e poco sopportabili dalla popolazione. Ma l’insistenza, da parte di Berlino e dei suoi più stretti alleati, su tagli a tutti i costi senza mai volere acconsentire, per paura di una impennata inflazionistica,  alla ripresa, ha portato all’attuale collo di bottiglia. L'euro e'  ancora a rischio crisi e vede minacciata la propria stabilità proprio mentre una delle principali agenzie mondiali di “rating” declassa il debito sovrano della Francia.  Certo,  non ci troviamo di fronte a una tempesta tale da sconquassare   il sistema europeo. Ma dobbiamo continuare a convivere con una strisciante instabilità.  E chissà quanto a lungo durerà la situazione. In questo quadro, l’Italia ha già dato in abbondanza sul fronte del rigore finanziario, e ora ha bisogno di spinte verso la ripresa, verso lo sviluppo, verso una fiducia da far riscoprire ai consumatori.   L’Italia va avanti da mesi con la bussola del rigore (che fino a certi livelli dovrebbe costituire un indice permanente  di normalita' contro gli sprechi ed i ladrocinii a cui ci ha assuefatto una classe politica fra le piu' indecenti del pianeta), ma non riuscirà mai a ritrovare la strada degli investimenti, dei consumi, dei nuovi posti di lavoro, se la tecnica, l'ingegneria finanziaria, non cederà il passo ai bisogni della comunita'. Lo sviluppo e' in buona parte figlio della fiducia nei confronti dell'avvenire. Un popolo privo di speranze non riuscira' mai a prosperare. Questo e' proprio il compito della buona politica, quella che manca in Italia.

Rosario Cocetta. Entro lunedi' definira' la nuova Giunta, ma intanto procede ...

Rosario Crocetta ha revocato l'incarico di dirigenti generali della Regione ad alcuni dei 30 superburocrati finora esistenti. Si tratta di Biagio Bossone, Gesualdo Campo, Gianluca Galati, Pietro Tolomeo, Marco Salerno, Francesco Nicosia e Ludovico Albert. Ne ha dato comunicazione nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo d’Orleans. Il taglio dei dirigenti generali sarà integrato dalla nomina di alcuni esterni: Vincenzo di Rosa andrà alla guida del corpo forestale della Regione al posto di Pietro Tolomeo, Sergio Gerardi guiderà il dipartimento del Turismo al posto di Marco Salerno. Crocetta ha fra l'altro dichiarato: “I dirigenti generali che resteranno saranno riassegnati non più come direttori generali ma come dirigenti di terza fascia”. “Il mio obiettivo è arrivare a 13 dirigenti generali quanti sono gli assessorati – ha detto Crocetta -  non possono essere 30”, spiegando che questo è un provvedimento provvisorio, ma finale. Nella stessa conferenza stampa Crocetta ha preannunciato anche la lettera di revoca dei giornalisti che lavorano alla Presidenza, i quali, comunque, avranno la facoltà di presentare il curriculum per essere riconfermati. Rosario Crocetta, ha ribadito così la sua intenzione di incidere sull’ufficio stampa che conta 21 giornalisti, tutti con qualifica di redattore capo. “Resteranno solo quelli assunti dal presidente come persone di fiducia. Non so quanti ne prenderò, ma non ho bisogno di 21 giornalisti”, ha aggiunto. Parole dure sono quelle di Crocetta rivolte all'ex assessore all'Economia, Gaetano Armao. “L’assessore Gaetano Armao  - ha detto - è un traditore della Sicilia, lo accuso pubblicamente davanti ai cittadini siciliani, perche ha presentato un rapporto dove afferma di non poter erogare alcun contributo, dopo essere stato corresponsabile dello sfascio dei conti della Sicilia, creando cosi presupposti per lo scioglimento. E’ un traditore della Sicilia e dello Statuto”. Ed ha aggiunto: “In particolare -ha accusato ancora Crocetta- l’ex assessore all’Economia prima di andarsene, dopo aver autorizzato ogni spesa, perfino i contributi vietati dalla legge in campagna elettorale, nello stesso tempo scrive che la Sicilia è pronta al dissesto per invocare il commissariamento. Mentre scriveva queste cose, autorizzava gli importi di spesa, che io ho peraltro bloccato, perché danneggiavano seriamente il bilancio”. “Se qualcuno pensa di delegittimare lo Statuto siciliano – ha concluso Crocetta -  si sbaglia. Le mie prossime mosse saranno di esaltazione dello Statuto, penso di istituire anzi, un’Alta Corte in Sicilia che faccia rispettare lo Statuto”.  

giovedì 22 novembre 2012

PierLuigi Bersani. A Palermo ha parlato di moralita'. E' possibile si riferisse alla segretaria personale pagata coi soldi della Regione Emilia

Pier Luigi Bersani ieri ha fatto tappa a Palermo per consolidare attorno al suo nome la quasi totalita' della burocrazia di partito. Ad accoglierlo al teatro Zappalà erano schierati tutti i dinosauri di un trentennio in qua'; sul palco anche il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo e il presidente della Regione, Rosario Crocetta. Bersani ha accennato al malessere che serpeggia fra i "burocrati" di partito per la composizione della giunta regionale siciliana. “Quando si fanno le giunte  - ha affermato - qualche discussione c’è sempre, però io ho assoluta fiducia che si continui ciò che si è cominciato: una grande convergenza tra la forza di una riscossa civica e il contributo enorme che ha dato il Pd per la vittoria”. Ha quindi toccato il tema della lotta alla mafia: "La Sicilia deve far battere il cuore all'Italia. Serve una grande battaglia sulla legalità che deve partire da qui, dalla terra di Falcone e Borsellino, di Pio La Torre e Mattarella. Ci vogliono leggi più dure, che colpiscano le mafie dove soffrono di più, nei soldi". Bersani ha parlato quindi di un possibile rientro in campo di Berlusconi: “l'immagino mettersi le scarpette e chiedere se c'è ancora campo” ha detto ironicamente; Bersani ha parlato inoltre di scuola prima di tutto, e anche di università: “Gli studenti sono diminuiti perché non hanno i soldi per iscriversi. Bisogna prendere un impegno contro il classismo nel mondo universitario”. Moralità e lavoro, ha poi aggiunto, devono essere necessariamente i capisaldi della politica: “Prima la moralità, altrimenti non abbiamo dove metterlo il lavoro”. “Metteremo la tassa sulle transazioni finanziarie e costruiremo dei progetti nazionali con un di più per il Sud, i giovani e le donne. Il rinnovamento è far girare la ruota a favore dei giovani”. Il presidente della regione Crocetta interpellato al termine dell'incontro ha commentato: "Dobbiamo spezzare questa logica e premiare realmente il merito”. “Abbiamo fatto un assemblea con tutte le personalità inserite nella lista Crocetta Presidente, ebbene tutti hanno manifestato il proprio appoggio all'attuale segretario del Pd”.

Ato/2. In dimensioni ridotte sono leggibili i perche' la seconda repubblica ci abbia condotto nel baratro.

Leggere le dichiarazioni dell'on.le Caputo ci produce la sensazione di avere a che fare col cliche' del politicante che parla bene e razzola male. Costui ha per anni e anni avuto un grande peso politico sia all'interno del Comune di Monreale che all'interno dell'Ato/2. Entrambi questi organismi sono oggi al sisastro nel vero senso della parola. Il dubbio che ci assale ogni giorno che leggiamo sue "serie", "rigorose" proposte di misure di gestione della finanza pubblica e' se ci troviamo di fronte a chi nel breve volgere di pochissimi anni ha influito sull'esplosione dell'organico dell'Ato/2 da 65 unita' a quasi 300 unita' o ad un suo omonimo. Il Comune di Monreale si avvia verso la certificazione, cioè il riconoscimento del debito maturato nei confronti dell'ato/2. Si tratta di un obbligo procedurale, come previsto dalla apposita circolare regionale, ed è propedeutico per ottenere l'anticipazione dell'intera somma di debito nel confronti dell'Ato/2, la cui restituzione a Mamma Regione sarà poi spalmata nell'arco di un ventennio.  Fino ad oggi, fra Comune ed Ato non vi è stato accordo sul riconoscimento dell'esatto ammontare del debito e ciascun Ente ha iscritto a bilancio cifre milionarie divaricanti. Possibilita' questa ricorrente nel mondo della Finanza Pubblica in quanto grazie alla riforma del titolo V della Costituzione di d'alemiana memoria (ma non sola: Giuliano Amato e molti altri ancora) ormai nessun Ente pubblico subisce controlli effettivi da parte della Corte dei Conti. Sul fronte Ato, intanto, rimane spinosa la questione della discarica a cui il Comune di Monreale debba accedere. Ogni giorno, 5 automezzi scaricano a Catania con costi spropositati, per non parlare dell'usura a cui questi costosi mezzi vengono sottoposti. La società di gestione dell'Ato sta cercando di ottenere l'autorizzazione all'attività di trasbordo, cioè il trasferimento dei rifiuti dagli autocompattatori su un mezzo rimorchio, così da consentire un solo trasporto quotidiano per Catania. Si cerca inoltte di riallacciare i rapporti con i gestori della discarica di Siculiana. Il Comune di Contessa che aderisce pure esso all'Ato/2 non ha da affrontare le problematiche finora evidenziate: 1) ha sempre regolarmente pagato le fatture evitando che si accumulasse il "debito" 2) ha da tempo ottenuto di poter scegliere le discariche che gli consentissero -relativamente- migliori condizioni.    

Quando si dice che tutto il mondo e' paese ..... di Nicola Graffagnini

Il testo andava pubblicato il 12 Novembre scorso. GROTTAFERRATA – Ieri mattina, alla messa per celebrare l'anniversario della morte del successore di San Nilo e fautore della realizzazione del monastero dei monaci, non erano presenti gli amministratori. L'unico esponente della maggioranza che ha partecipato è stato Mauro Tomboletti, ma in veste di cittadino. San Bartolomeo è stata una figura di grande importanza per Grottaferrata. E' stato lui, dopo la morte di San Nilo, a dare il via e guidare il processo di formazione della comunità monastico che ancora oggi prosegue la sua presenza sul territorio. Ieri si celebrava l'anniversario della morte. Spesso questa festa viene dimenticata o vissuta sottotraccia. Anche questa volta è stato così. Ieri mattina, alla solenne liturgia bizantina per questa figura religiosa di grande spessore spirituale e culturale, officiata dal Padre Archimandrita Emiliano Fabbricatore e accompagnata dalla Corale Polifonica, è mancata la presenza ufficiale degli amministratori. Unico testimone, ma in qualità di semplice cittadino, Mauro Tomboletti. Tuttavia il problema non è questo. Sia la Festa di San Nilo e meno ancora quella di San Bartolomeo, infatti, trovano spazio nella vita cittadina del paese. Poche le manifestazioni, scarso l'interesse. Per una comunità che vorrebbe rilanciarsi sfruttando il volano dell'Abbazia di San Nilo è un po' poco. CHI E' SAN BARTOLOMEO (FONTE: wikipedia) Manifestò fin da piccolo grande interesse per la vita monastica tanto che i nobili genitori decisero di affidarlo, all'età di sette anni, ai monaci bizantini del monastero di San Giovanni Calibyta in Caloveto. Recatosi a dodici anni al monastero di Montecassino, ove viveva San Nilo il Giovane, rimase attratto dalla sua personalità e si fermò lì, seguendolo poi (994) a Serperi, ove visse di preghiera e digiuni per sei anni. Nell'anno 1000 accompagnò Nilo a Roma per implorare pietà per il compaesano Giovanni Filagato, autoproclamatosi Papa con il nome diGiovanni XVI, presso l'imperatore Ottone III attraverso la mediazione di Papa Gregorio V. Durante il viaggio, presso l'attuale Grottaferrata, comparve ai due monaci la Madonna che chiese loro di erigere sul luogo un tempio ed un monastero. Nilo morì nel 1004 e Bartolomeo curò la realizzazione del monastero (del quale divenne abate) e della Chiesa che fu consacrata da Papa Giovanni XIX nel 1024. Nel monastero di Grottaferrata si dedicò alla scrittura di inni religiosi, che produsse in gran numero. Nel 1032 scrisse l'opera più importante della sua ricca creazione letteraria: la Biografia di San Nilo. Notevole importanza riveste poi il suo Typicon, codice liturgico e disciplinare del monastero. Tutti i suoi manoscritti sono ancor oggi conservati nell'Abbazia di Grottaferrata. Bartolomeo godette della stima di numerosi Papi quali Benedetto VIII, Giovanni XIX e Benedetto IX. Si dedicò molto ad opere di carità verso gli indigenti, e anche alla composizione di liti fra potenti, fra le quali la violenta controversia che opponeva Guimaro V di Salerno al duca di Gaeta, Adenolfo d'Aquino. Gli agiografi riferiscono di miracoli compiuti in vita e, naturalmente, post mortem. San Bartolomeo fu inumato accanto a San Nilo nel monastero di Grottaferrata, ma delle loro spoglie si sono Nel monastero di Grottaferrata si dedicò alla scrittura di inni religiosi, che produsse in gran numero. Nel 1032 scrisse l'opera più importante della sua ricca creazione letteraria: la Biografia di San Nilo. Notevole importanza riveste poi il suo Typicon, codice liturgico e disciplinare del monastero. Tutti i suoi manoscritti sono ancor oggi conservati nell'Abbazia di Grottaferrata. Bartolomeo godette della stima di numerosi Papi quali Benedetto VIII, Giovanni XIX e Benedetto IX. Si dedicò molto ad opere di carità verso gli indigenti, e anche alla composizione di liti fra potenti, fra le quali la violenta controversia che opponeva Guimaro V di Salerno al duca di Gaeta, Adenolfo d'Aquino. Gli agiografi riferiscono di miracoli compiuti in vita e, naturalmente, post mortem. San Bartolomeo fu inumato accanto a San Nilo nel monastero di Grottaferrata, ma delle loro spoglie si sono perse le tracce. (dal Blog  di Fabrizio Giusti )

Fausto Bertinotti. Il denaro offusca la vista anche e soprattutto ai demagoghi

Chi sono i parolai inconcludenti che hanno ingannato e continueranno a farlo l'opinione pubblica ? 1) Fausto Bertinotti, da ottimo sindacalista e poi divenuto politicante demagogo (su cui incombe in buona parte il fallimento della politicamente economica di Romano Prodi) si gode oggi i privilegi (ossia parassitismo) di ex presidente della Camera. Privilegi non da poco che non si addicono a chi negli anni sessanta/settanta conduceva battaglie socialproletarie contro le rendite, i privilegi e le sanguisughe. Costui non trova vergogna a godere di privilegi che in altri tempi si definirebbero "principeschi" unitamente a quelle "grandi" figure (si fa per dite) di ex presidenti come Irene Pivetti, Luciano Violante, Pierferdinando Casini, nonché, prossimamente, Gianfranco Fini. Vitalizio, uffici, segretarie, autisti, auto, viaggi gratuiti e compagnia cantante valgono bene per quel demagodo ben piu' del rigore e della serieta' degli antichi valori socialisti.

Rosario Crocetta. Finora annunci talvolta "teatrali", ma in materia di tagli di privilegi "pesanti" ben poco

 I partiti devono fare i partiti, i burocrati devono lavorare secondo le indicazioni dettate dagli organismi eletti dai cittadini, e che la Giunta governa e il Parlamento controlla”. Questa e' la visione politica su cui intende attestarsi Rosario Crocetta nella legislatura  prossima dell'Ars.  Visione questa  che ovviamente risente della circostanza che vede le forze politiche vicine a Crocetta minoritarie all'interno dell'Assemblea Regionale che dovra' essere insediata entro venti giorni. Crocetta  prosegue: “Gli assessori, sia pure espressione di sensibilità politiche diverse, dovranno essere di alto profilo, sulla scia di quelli già da me nominati, competenti e sopratutto dovranno ricevere il mio gradimento, dal momento che dovranno operare in modo collegiale. Non sono disponibile a fare il presidente commissariato da nessuno. Se si voleva questo bastava candidare qualche altro”. E avv “Sono stanco delle solite lottizzazioni, I partiti abbiano la capacità di esprimere il meglio che hanno a disposizione senza quote e quoticine, laddove ci saranno dubbi confronterò le mie proposte con quelle dei partiti. Sinceramente sento in giro nomi di alcuni che non sono espressione di altissima qualità”. Crocetta auspica di chiudere la questione degli assessori entro la fine della settimana per passare ai direttori generali e ai documenti di bilancio. “Se i partiti non sono pronti, io lo sono  e mi sento veramente offeso da tutti i tentativi di delegittimazione”.  Sulla annunciata -qualche giorno fa'-  rotazione dei dirigenti per i ritardi nella spesa dei fondi europei,  Crocetta amminisce  che non farà alcun passo indietro. “Nella prossima giunta delibereremo la nuova squadra di direttori generali”.  Ieri il presidente della Regione ha anche incontrato i vertici della Guardia di Finanza (generali Domenico Minervini e Fabrizio Cuneo, comandanti rispettivamente interregionale dell’Italia Sud-Occidentale e regionale della Sicilia) con i quali ha concordato un rapporto di collaborazione più organico, in modo che le forze dell’ordine abbiano un accesso on line a tutti i dati della regione per realizzare un monitoraggio costante.

Municipi. Chi non sapra' posizionarsi rischia di crollare.

La legge di stabilita' 2013 ("la finanziaria") e' stata approvata da tutti i partiti liberisti del parlamento (pdl, pd, udc).. Restano  forti le critiche dei comunii, che denunciano i tagli decisi dal governo ai loro danni e chiedono una revisione del patto di stabilità.zzzc.  Se il governo confermerà i tagli ai trasferimenti e l'attuale impianto dell'Imu, l'imposta sugli immobili che in buona parte finisce nelle casse dello Stato, minacciano di dimettersi.q Lo spiega in una nota Graziano Delrio, presidente dell'associazione dei comuni italiani (Anci), al termine di un incontro con il ministro dei Rapporti con il Parlamento Piero Giarda. “Abbiamo chiarito che la Legge di stabilità è l'ultima occasione per rivedere quelle norme (Imu, Patto di stabilità e spending review) che stanno uccidendo il comparto dei comuni", dice Delrio nella nota. I sindaci chiedono al governo di fare marcia indietro sui 2,5 miliardi di nuovi tagli ai trasferimenti previsti a partire dal 2013. Un'ipotesi alternativa, che trova l'appoggio di numerosi parlamentari, consiste nell'allentare le maglie del Patto di stabilità interno. Sul fronte Imu, i sindaci chiedono di avere maggiore autonomia finanziaria. Il governo sta studiando una soluzione per attribuire ai comuni la quota di gettito Imu (circa 8,4 miliardi) oggi incassata dallo Stato centrale. Finora però il ministero dell'Economia non è riuscito a formalizzare una proposta soddisfacente. L'Anci contesta anche i criteri di ripartizione del gettito Imu tra le varie amministrazioni comunali pubblicate dal Tesoro e ha deciso di sostenere i sindaci che vogliono procedere con un ricorso davanti al tar. Proprio ieri tuttavia su questo fronte e' arrivato il giudizio del  Tar Lazio che ha respinto il ricorso di vari comuni (compreso Palermo) che hanno forato il patto di stabilita'. “Se dai lavori del Senato non avremo risposte alle nostre richieste già in quella fase, il giorno 29, i sindaci decideranno per le dimissioni”, conclude il presidente dell'Anci.

mercoledì 21 novembre 2012

Informazione. Il Blog continuera' con crescente impegno a scandagliare in ogni aspetto della vita sociale

Da una settimana abbondante il Blog non e' stato aggiornato. La circostanza ha suspitato allarme fra i lettori piu' affezionati. Una grande quantita' di telefonate ha raggiunto il coordinatore, Mimmo Clesi, per chiedere spiegazioni. A questo punto e' doveroso assicurare tutti i lettori che il Blog e chi lo cura non ha alcuna intenzione di sospendere o di interrompere le pubblicazioni. Anzi ! Il perche' di questa non desiderata ... pausa ? Presto detto: un imprevisto, un infortunio e' capitato al coordinatore del Blog, costringendolo a trascorrere tutti questi Ultimi giorni in Ospedale. Da oggi pertanto "IlContessioto" riprende con regolarita' l'impegno civico, culturale in tutte le direzioni, compreso quella della esplorazione religiosa. Il momento storico che stiamo attraversando e' di quelli che lasceranno le tracce nel prossimo ventennio/trentennio. Cio' che verra' seminato (o meno) in questi nostri giorni di disordine politico/culturale, in cui la classe dirigente ha dichiarato esplicitamente e platealmente (passando la mano ad un governo tecnico) di non sapere governare, di non conoscere i meccanismi di funzionamento del corpo socio-economico del paese, riteniamo doveroso di dover scrivere -giorno dopo giorno- piccoli flash che aiutino i lettori a comprendere il funzionamento complesso della societa' in cui viviamo. L'impegno del Blog si esprimera' inoltre e soprattutto nell'esigenza ineludibile di evitare che uomini della prima e della seconda Repubblica continuino ad operare ai danni della comunita', dopo avere ampiamente dimostrato di avere arrecato tanto danno al nostro paese.

martedì 13 novembre 2012

Legge elettorale. Cominciano ad arrivare i primi attacchi a Napolitano

"Se dovesse passare la nuova legge elettorale prevista dalla bozza Malan si tornerebbe indietro di 20 anni". Lo dice, al 'Corriere della sera', Mario Segni, accusando i partiti di "voler tornare al sistema precedente al referendum del '93 nascondendo pero' ai cittadini questa verita'". Segni ne ha anche per Napolitano: "Credo che stia dirigendo un'operazione politica che non mira a tagliare gli elementi impresentabili della legge elettorale, come le liste bloccate, ma a cambiare totalmente le regole. Viene dal vecchio Pci, ha una cultura partitocratica e proporzionalista".

lunedì 12 novembre 2012

Valle del Belice. Nel 2013 per la ricostruzione si potrà contare su uno stanziamento di €. 10 milioni

Con  un emendamento approvato in Commissione Bilancio la Legge di Stabilità 2013 riguarderà anche la Valle del Belice.
Su proposta dell’On. Giuseppe Marinello, vice Presidente della Commissione Bilancio, sono stati previsti €. 10 milioni  finalizzati alla infinita ricostruzione.

Agricoltura. E' tempo di raccogliere le olive

In Sicilia è tempo di raccogliere olive. La qualità è buona e la quantità (ossia la resa) per kg. 100 di olive oscilla fra i kg. 17/20 di olio. 
L’isola è terza regione produttrice in Italia, col 14% della produzione nazionale.
Complessivamente la produzione ascende a 1.500 tonnellate di olio.
Il primo posto è occupato dalla Toscana (4200 tonnellate), il secondo dalla Puglia (2700).
Trapani e Siena sono le province col maggior numero di oli a denominazione.
In Sicilia i consorzi di tutela sono sei:
Val di Mazara,
Valle del Belice,
Valli Trapanesi,
Valdemone,
Monte Etna
e Monti Iblei.
Tra questi, a spiccare, sono Monte Etna, Valli Trapanesi e Monti Iblei, che contribuiscono alle cospicue esportazioni del made Sicily.

Nuova legislatura regionale. Speriamo solo che non sia un "susiti tu, ca massettu iu".

Rosario Crocetta, neo presidente della Regione siciliana, fra i primissimi atti amministrativi ha disposto la revoca del commissario straordinario della Provincia di Catania, Michelangelo Lo Monaco, che era stato nominato la settimana scorsa da Raffaele Lombardo.
Al suo posto Crocetta ha insediato Antonina Liotta.

Contessa Entellina. Da quattro giorni metà paese senza alimentazione idrica. Lagnarsi in Municipio non serve

Ci aveva promesso enytro cento giorni dall'insediamento a sindaco risolverò il problema dell'approvigionamento idrico. Sono passati non cento ma due anni e mezzo e perlomeno abbiamo potuto fruire di una ulteriore sorgente (quella di Patellaro) che alimenta la rete idrica cittadina.
Tuttavia il problema non è stato (come promesso) risolto.
Da quattro giorni la zona a valle della piazza Umberto non viene coperta dal servizio idrico.
Avere segnalato il problema in Municipio non sortisce alcun effetto; procura addirittura negli interlocutori un pò di fastidio, come a voler trasmettere "mha, che volete ? noi abbiamo queste risorse umane e questi impianti. Non c'è nulla da fare!".
 
Si, gli attuali amministratori a quattro anni e mezzo dall'insediamento sono stanchi, annoiati, ripiegati.
Tuttavia per ulteriori sei mesi sono decisi a continuare a riscuotere la indennità-pensione.
Di domani non c'è certezza !!

Primarie centro-sinistra. Le regole

Regole per chi fosse interessato a partecipare alle elezioni primarie del centro-sinistra
1- Si vota il 25 novembre dalle ore 8 alle 20 nel seggio collegato al numero della propria sezione elettorale (trova il tuo seggio sul sito primarieitaliabenecomune.it). Si può votare un solo candidato. Se nessun candidato ottiene il 50% più uno delle preferenze, il 2 dicembre (sempre dalle 8 alle 20) si terrà il ballottaggio tra i due candidati più votati.
2- Possono votare alle primarie: tutte le elettrici e gli elettori in possesso dei requisiti previsti dalla legge; coloro che compiono 18 anni entro il 25 novembre; i cittadini europei residenti in Italia e i cittadini di altri Paesi in possesso di regolare permesso di soggiorno e carta d'identità.
3- Per partecipare al voto è necessario iscriversi all'Albo degli elettori della coalizione di centrosinistra «Italia. Bene Comune».
Le iscrizioni sono aperte dal 4 al 25 novembre (compreso)nell'ufficio elettorale indicato da ogni coordinamento provinciale.
(È possibile fare una pre-iscrizione online all'indirizzo
primarieitaliabenecomune.it). All'atto dell'iscrizione, dopo aver versato un contributo di 2 euro, si riceve il certificato di elettore del centrosinistra.
4- Il giorno delle primarie si devono presentare un documento d'identità, la tessera elettorale e il certificato di elettore del centrosinistra.

domenica 11 novembre 2012

Crocetta. E' certo di avere trovato 1,5 miliardi di euro tagliando sprechi e privilegi finora alimentati dalle classe dirigenti siciliane

Rosario Crocetta ha nella serata di oggi, a Piazza Politeama -Palermo-, ringraziato gli elettori che lo hanno portato ad occupare la residenza di Palazzo d'Orleans.
Ha assicurato che la "rivoluzione" che si propone di portare avanti è già iniziata e che ha individuato, con i suoi più stretti collaboratore, dove tagliare 1,5 miliardi di euro con cui imprimere slancio allo sviluppo.
 
Il Presidente neo-eletto ancora non ha ufficializzato la costituzione della Giunta, nè ha ancora appurato se all'Assemblea Regionale esistono i numeri per tagliare sprechi e privilegi.

Precari di Sicilia. I politici sono tutti al loro fianco, nessuno pero' indica le risorse utili alla copertura finanziaria

Nei comuni dell'isola si avverte tensione.
Andando indietro con la memoria ricordiamo che qualche decennio fa' il fulcro di qualsiasi amministrazione comunale stava nell'ufficio tecnico. Si programmavano e si eseguivano opere pubbliche e gli amministratori andavano fieri delle realizzazioni. Adesso, da qualche tempo, il cuore delle amministrazioni comunali si e' spostato negli uffici finanziari, negli uffici ragioneria. Bisogna infatti lottare per evitare il dissesto strutturale di bilancio, pertanto non conta nemmeno se l'acquedotto comunale fornisca o meno acqua, non conta se i rifiuti solidi urbani li si vede dove non dovrebbero. Tutta l'attenzione è concentrata sui conti, sulla quadratura dei conti.
In queste settimane incombe anche un problema dai pesanti  risvolti sociali:  il rapporto di lavoro dei contrattisti  si avvia alla scadenza nei prossimi mesi. Solo a  Palermo e provincia, negli enti locali si contano ben 3.234 precari.
Di questi, 2.055 sono assunti a tempo determinato in base alla legge 16/2006 con contratti da uno a cinque anni e il resto, 1.179, sono impiegati in base alla legge 21/2003 che prevedeva contratti quinquennali rinnovabili per un altro quinquennio. Tra questi lavoratori, rientrano anche i primi precari assunti nel 2002, per lo più come co. co. co. e in base ad una legge del 2000 per cui adesso scade l'ultimo quinquennio di dotazione finanziaria.
Tra vincoli del patto di stabilità che non bisogna sforare, tra risorse da Stato e Regione che vengono sempre piu'  a contrarsi e tra complicazioni normative che divengono sempre piu' complesse, per i precari  «la situazione appare complicata e con pochi spiragli». Ad ammetterlo sono gli stessi sindacati del pubblico impiego.
«Anche la circolare dell'assessorato regionale al Lavoro di ottobre - dice il responsabile fp cisl  - non è servita a facilitare il processo di stabilizzazione».
La norma regionale in vigore (la legge numero 24 del 2010) con cui, tra l'altro, era stata prevista la stabilizzazione dei precari entro il prossimo 31 dicembre, stabilisce la proroga dei contratti solo per quelli in scadenza nel 2011 e 2012, lasciando scoperti gli altri.
Il rischio?  Un vuoto legislativo per i contratti che scadono a partire dal 2013. Ma anche per quelli la norma (la legge regionale numero 21 del 2003) prevede un solo rinnovo quinquennale, ed hanno già usufruito dei finanziamenti previsti senza approdare alla stabilizzazione. A rendere ancora più incerto l'orizzonte è, poi, lo stato disastrato delle casse comunali, della gran parte dei comuni,  e il rischio commissariamento incombe su tanti  Comuni. 
L'Anci Sicilia ha scritto al  prefetto di Palermo, Umberto Postiglione, per chiedergli  «di rappresentare al Governo nazionale l'urgenza e l'indifferibilità di provvedimenti straordinari». «Il concomitante taglio dei trasferimenti statali e regionali e la conseguente esigenza, per molte Amministrazioni - si legge nella missiva - di far gravare sulle comunità i consistenti aumenti delle aliquote dell'Imu e dell'Irpef espongono i sindaci al rischio di essere avvertiti come gabellieri che non tengono conto delle reali condizioni economiche dei cittadini». 
Per l'Anci oltre ai posti di lavoro dei precari e alla sospensione dei servizi pubblici è «a rischio sempre più la coesione sociale».
Dinnanzi alla prospettiva «di dovere procedere al loro licenziamento» l'Anci rivolge una richiesta «urgentissima» di incontro al neo presidente della Regione, Rosario Crocetta.  
Sono 15.417 i precari negli enti locali dell’isola, un migliaio dei quali con contratti in scadenza quest’anno, gli altri a partire dal prossimo e fino al 2016. E con la mannaia dei tagli sul collo.
«Ci sono Comuni che non hanno ancora ricevuto gli acconti per pagare gli stipendi ai contrattisti mentre rispetto al fondo unico del precariato la Regione ha assicurato per il 2012  soltanto la copertura dell’80 per cento, 290 milioni a fronte dei 310 necessari.  Alcuni Comuni si sono visti costretti a ridurre gli orari dei lavoratori per rientrare all’interno della spesa, altri hanno sospeso le attività e in molti casi non pagheranno gli stipendi a novembre e dicembre ».
Insomma, sul fronte dei precari, scrive il presidente dell’Anci «si avvicina la prospettiva di dovere procedere al licenziamento con gravissimo pregiudizio sul versante sociale e su quello della efficienza della macchina burocratica ».

Nel 2001 con la modifica del titolo V della Costituzione ... si è aperta la porta ai mille case Fiorito nelle regioni

Era tempo di aspri confronti.
Il 2001 il centro-sinistra con poche unità parlamenbtari di maggioranza doveva imporre il suo modello di "stato federale". o per meglio dire di "federalismo fiscale". Lo fece e ci spiegò che con quella modifica del tiitolo V della Costituzione sarebbe sparita la Lega Nord in quanto non avrebbe avuto motivo di esistere.
Noi italiani fummo felici e con consistenti percentuali assicurammo il successivo al successivo referendum confermativo.
Nessuno si chiese cosa eravamo andati a confermare nelle urne.
Oggi a distanza di dodici anni raccogliamo frutti amari da quella modifica che ci veniva garantita dai D'Alema, dagli Amato, dai Prodi, dai Bertinotti ...
Gli scandali Fiorito, gli scandali recenti relativi a ruberie in quasi tutte le regioni, i 64 milioni transitati in quattro anni nei conti dei gruppi parlamentari dell'Assemblea Regionale Siciliana senza obbligo di rendicontazione sono figli della modifica costituzionale -approvata con referendum popolare- nel 2001.
ll cuore del problema del titolo V introdotto nel 2001 consiste nell'avere conferito pari dignità a comuni, province, regioni e stato. Nessuno di questi enti prevale sull'altro (equiparati). Ne discende che sono venuti meno i controlli dello Stato sulle regioni, e -a cascata- i controlli delle regioni sulle province e sui comuni.
La Corte dei Conti, dopo quel referendum,  non ha potuto più mettere naso nei conti degli enti territoriali, se non in forme innocue (controlli collaborativi).
Nessuno, oggi come oggi, può contestare alla Regione Sicilia di foragiare a suon di milioni di euro i gruppi parlamentari pd, pdl, mpa, udc .... senza che ad essi venga imposta la presentazione di rendiconti.
La Regione Sicilia, è questo il succo, fa le leggi come meglio le garba; se decide con legge che non servono i rendiconti nessuno può avere nulla da eccepire.
Comuni, province, regioni e stato sono equiparati e tutti assieme sono soci -alla pari- della Repubblica Italiana.
Grandi politici quelli che hanno pensato questa "grande idea" ! Il guaio è che sono ancora in circolazione e continuano a dettare leggi.
 
Il Consiglio dei Ministri, presieduto da Mario Monti, in questo scorcio di legislatura, ha preparato un disegno di legge costituzionale con cui tenta di richiamare le forze politiche (e gli italiani che hanno votato così come invitavano a fare i vari Veltroni, Fassina, Prodi, Amato, Bindi, Castagnetti e centinaia di altri baldi giovani ancora sulla ribalta) al buon senso.
Buon senso finalizzato a prevedere in Costituzione una «clausola di preminenza» per il livello statale effettivo e non di primo fra pari. In effetti su molte tematiche negli anni più recenti la Corte Costituzionale si è sforzata di colmare i disastri dei politicanti elaborando più principi costituzionali che garantirebbero la preminenza dello Stato, specialmente in materie di finanza pubblica.
 Tutto sta ora a mettere le intenzioni proposte da Mario Monti in pratica.
"Il nostro governo si e' dedicato al compito di prendere misure per accrescere la competitivita' dell'Italia e rimuovere alcuni impedimenti strutturali, ma abbiamo riscontrato che un ostacolo tra i molti risiede in alcuni particolarita' istituzionali, in particolare alcuni aspetti del Titolo V della Costituzione". Lo afferma Mario Monti, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi dopo il Consiglio dei Ministri.
Non sono solamente i controlli sugli atti delle regioni e degli altri enti territoriali che sono venuti meno.
Il disegno di legge oltre ad affidare in esclusiva allo Stato centrale il coordinamento della finanza pubblica vorrebbe riportare sotto il controllo dello Stato anche le competenze in materia di Porti, aeroporti ed energia. Resterebbero materie concorrenti Stato/Regioni Scuola e sanita' (i buchi nella sanità sono infatti tutta opera degli inconcludenti regionali).
Si vorrebbero far tornare solamente nella competenza dello Stato i rapporti internazionali e comunitari. In questi ultimi anni le regioni, le province si sono dilettate in missioni all'estero con comitive di politici, familiari, amanti, amici, clienti. Tanto era tutto a carico di "cappiddazzu" e le gite servivano per adempiere ai rapporti internazionali "costituzionalmente sanciti".
Lo  Stato rivorrebbe tutto per sè anche "l'armonizzazione dei bilanci pubblici" e il "coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario" senza che nessuna regione possa opporsi al controllo dei propri bilanci da parte  della Corte dei Conti, che non è organo dipendente del governo ma, bisogna ricordarselo, della giurisdizione.
Il provvedimento proposto da Monti introduce inoltre una formula di 'preminenza/salvaguardia' che affida allo Stato, a prescindere dalla ripartizione delle competenze legislative con le Regioni, il compito di garante dei diritti costituzionali e dell'unità della Repubblica.
Anche le Regioni a Statuto speciale dovranno attenersi  al principio dell'equilibrio di bilancio e al patto di stabilità, come più volte sentenziato dalla Corte Costituzionale.
Lo prevede la bozza del disegno di riforma costituzionale. Secondo il provvedimento, infatti, pur nel rispetto dell'autonomia prevista costituzionalmente, "in materia finanziaria l'autonomia si svolge nel rispetto dell'equilibrio dei bilanci e concorrendo con lo Stato e gli altri enti territoriali ad assicurare l'osservanza dei vincoli economici e dei vincol derivanti dall'ordinamento Ue".
 
Pdl e Pd a parole hanno aperto alla riforma, seppur con alcuni distinguo.
La Lega Nord, invece, dichiara guerra al governo ed evoca scenari di guerra: come "nel Paese Basco", dice Mario Borghezio alludendo ai separatisti dell'Eta.
Domenica scorsa a Venezia, anticipando il governo, Roberto Maroni ha equiparato la politica dell'attuale governo al fascismo. "Ridurre i poteri delle Regioni è una posizione centralista - ha detto - Solo il fascismo aveva questa opinione delle Regioni e dei Comuni".
Scettico è l'ex ministro Roberto Calderoli: "Calcolati i tempi è una presa in giro". Ed ha ragione ! per modificare la Costituzione servono due letture -distanziate una dall'altra di almeno tre mesi- alla Camera e al Senato. Il Parlamento sarà rinnovato in Aprile e  ..,.,.. si tenga conto che i parlamentari non hanno voglia di fare "cose serie" a fine legislatura.

Crocetta. Mostra di credere che in Sicilia il buon governo sia attuabile

Un miliardo e mezzo di risparmi ritiene di poterli ottenere dai tagli alle consulenze ed ai privilegi della casta; e saranno tutti soldi  da icrivere nella prossima legge finanziaria "perche' altrimenti non riusciamo a fare il bilancio".  Cosi' il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, ieri nel suo esordio a Palazzo d'Orleans, annuncia la sua spending review destianata incidere soprattutto sui costi della burocrazia regionale, e in particolare consulenze e incarichi dirigenziali a esterni, ma anche su benefit come le auto blu e le voci che incidono sull'indennita' dei deputati regionali, stupendio a parte. Crocetta ha spiegato che occorrera' su questo l'intesa dell'Assemblea, ma ha sottolineato di confidare che ci sara'.
Un miliardo e mezzo di euro di risparmio per la Regione siciliana, frutto per di più' dei tagli alla spesa pubblica, ai fondi istituzionali, ad enti e fondazioni, al settore della formazione e alla liquidazione delle societa' a partecipazione pubblica regionale. E' quanto promette Rosario Crocetta, nuovo presidente della Regione Siciliana.
Illustrando le linee guida del suo programma nel corso di una conferenza stampa. "Un miliardo di euro di risparmio che andra' a concentrarsi gia' nella prossima finanziaria -ha detto- altrimenti non potremo fare il bilancio.
La politica di rigore investira' tutta la macchina regionale-ha aggiunto- vogliamo essere una regione a sette stelle. Non possiamo tollerare che un dirigente generale dell'Ars guadagni 400 mila euro. Non accade neache all'Onu. Non voglio creare un conflitto istituzionale -ha assicurato- ma la spending review andra' applicata anche li'".
LAVORERO' GRATIS PER UN MESE "Fino ad oggi e per un mese ancora, fino a quando non saro' costretto dal regolamento a dimettermi da parlamentare europeo, non prendero' lo stipendio dalla Regione. Lavorero' gratis per un mese e prendero' per questo mese lo stipendio di parlamentare europeo". "Il primo stipendio lo paghera' l'Europa che non vuole sbloccare i fondi per la Sicilia", ha chiosato.
 BILANCIO RIGOROSO E CHIUSO IN 20 GIORNI.   Il bilancio di previsione della Regione siciliana per il 2013 "sara' chiuso in 20 giorni". Lo assicura il presidente Rosario Crocetta, che parlando per la prima volta a Palazzo d'Orleans, spiega: "In questo modo sara' pronto appena l'Assemblea si insediera', e potra' subito esaminarlo". Sara' un bilancio "improntato alla spending review", ha specificato Crocetta, che la prosssima settimana sara' per tre giorni a Bruxelles impegnato in un confronto con l'Unione europea e quindi a Roma "per concertare col governo nazionale la spending review".
   

sabato 10 novembre 2012

Comuni e regioni al collasso finanziario. La colpa non è del governo di Roma ma degli elettori che scelgono amministratori mascalzoni

Si susseguono le voci sulle gravi difficoiltà in cui versano gli enti territoriali della nostra isola. E non si tratta solamente di piccoli comuni, ma anche di grosse realtà che comprendono le città capoluogo (Messina, Catania, Palermo) e persino l'ente principale, la Regione Sicilia.
I sindaci dell'agrigentino, con l'aggiunta di quelli della Valle del Belice si sono oggi riuniti a Ribera per discuterne. Come era immaginabile la filosofia che si insegue è quella del piagnisteo, del vittimismo. Non c'è da meravigliarsi,  la classe politica molto mediocre di questa seconda repubblica è priva di cultura e quel poco di "spirito", quando c'è, che la anima deriva dalle scorie del protestare per protestare di antica origine ideologica della prima repubblica.
Cosa vogliono i sindaci in difficoltà ? non c'è da pensarci: chiedono che altri (lo Stato) si faccia carico delle voragini dei conti che le amministrazioni in carico o quelle che le hanno precedute hanno procurato alle collettività.
Qualcuno facendosi fuorviare dai demagoghi, che purtroppo nella nostra terra non mancano, cerca di addebitare le difficoltà attuali  ai tagli della spesa pubblica portati avanti dal governo Monti ma intrapresi in precedenza pure dal governo Berlusconi-Tremonti. I tagli non hanno niente a che fare con i probabili soffocamenti della finanza pubblica locale. Messina non sta affondando per i tagli, non non esiste relazione fra le difficoltà finanziaria di Catania, Palermo e di Mamma Regione con i tagli alla spesa pubblica.
 
Abbiamo -in altro articolo- lasciato intendere che l'origine dei possibili "dissesti" degli enti territoriali hanno radice nella mala-gestione. Diego Cammarata, Totò Cuffaro, Raffaele Lombaredo (per richiamare alcuni nomi) sono alla radice degli odierni malesseri delle realtà da loro male-gestite.
 
Ci preme sgomberare il campo da una idea: se Mamma Regione o il Comune di Palermo dovessero fallire non interverrà lo Stato a sanare le laceranti ferite nel corpo sociale dei siciliani o dei palermitani. Pensare simili medicazioni significa non essere vissuti negli ultimi decenni nella vita pubblica del nostro paese.
In effetti molti sindaci pensano che alla fine qualcuno pagherà.
Non è così !
I disastri prodotti dai vari Cammarata, Cuffaro, Lombardo li pagheranno i cittadini che nelle urne li avevano scelti.
Pagheranno purtroppo anche quei cittadini che non hanno mai votato nè Cammarata, nè Cuffaro nè Lombardo ma che vivono nelle comunità male-governate.
 
Queste sono regole note a tutte le persone informate della vita pubblica. Solo Sindaci sprovveduti, o che vogliono fare i finti tondi pensano che sarà Mario Monti o il ministro Grilli ad aprire il portafoglio.
L'ipotesi in ogni caso è da escludere in quanto il Tesoro italiano non riesce a pagare nemmeno i suoi debiti diretti. 
 
Per capire che Palermo, la Regione Sicilia (ma ci viene in mente in questo momento  pure il comune di Piana degli Albanesi) etc. devono trovare da sè la strada e le risorse per uscire dalla situazione quasi-fallimentare ci piace percorrere la vicenda del Comune di Napoli che sta facendo tanto clamore nell'opinione pubblica.
 
Napoli, città metropolitana di prima grandezza in Italia, è stata affossata da due nomi di spicco della monenclatura della seconda repubblica. La signora Iervolino ed il signor Bassolino si stanno godendo adesso la loro im-meritata pensione, mentre l'attuale Sindaco, De Magistris, naviga nel fango di insormontabili difficoltà. 
 
De Magistris, persona integerrima, si trova a dover far fronte (senza riuscirvi) a deficit pregressi di cui è difficile quantificarne l'entità. I dati oscillano da 1,5 miliardi di euro a tre miliardi, ed anche oltre secondo altre analisi. In questi conteggi non rientrano i debiti miliardari delle aziende partecipate. Non rientrano nemmeno i debiti fuori bilancio del Comune, assai cospicui, che ancora non si riesce a misurare.
La vergogna d'Italia è che a Bassolino, alla Iervolino, mentre erano a cavallo, nessuno disse loro che erano degli emeriti incapaci e campioni di ignoranza. Avevano buona stampa non solo dai giornali di partito (L'Unità) ma da La Repubblica, Il Corriere della Sera etc.
 
Come era evidente De Magistris si è rivolto al governo nazionale. Ha chiesto aiuto (come peraltro ha fatto Leoluca Orlando per la "rogna" Gesip).
De Magistris ha premuto sul governo per avere sostegni, maggiori aiuti finanziari che lo aiutassero ad uscire dal fango lasciato dai predecessori. Nulla o pochissimo, ha ottenuto ed il sindaco si è rinchiuso nel risentimento personale nei confronti delle autorità di governo, come se non sapesse che in uno stato di diritto non sono i momentanei titolari di "ruoli" a contare ma le regole (dura lex sed lex).
 
Non serve demagogicamente additare come responsabile delle difficoltà Roma, capitale matrigna, che rifiuta le richieste di aiuto. 
La gente, i napolitani, i palermitani, i siciliani, devono ricordare che la responsabilità del forte disavanzo dei conti pubblici di Napoli, Palermo, Mamma Regione, non è dello Stato, di Roma matrigna, ma di chi ha gestito negli anni  la finanza pubblica napoletana, palermitana, siciliana. Poco conta se costoro erano Bassolino, Iervolino, Diego Cammarata, Toto Cuffaro,  Raffaele Lombardo.
I soldi malamente spesi nel clientelismo messo in atto da quegli amministratori che siano stati "bene" impiegati o che siano stati (come appare evidente) dissipati,  sono stati fruiti pur sempre da napoletani, palermitani e siciliani.
Per dirla più esplicitamente che siano finiti in sussidi, in spese di assistenzialismo oppure in (improbabili) investimenti di opere e servizi utili è certo che non ne hanno tratto beneficio nè i padani, nè i toscani nè i pugliesi.
Se nel decreto sugli enti locali quindi è contenuta una goccia di risorse pubbliche per Napoli, non significa che la collettività nazionale può accollarsi la pessima scelta fatta nelle urne di amministratori incapaci ed ignoranti effettuata dai napoletani.
 
Finora il rimedio ai dissesti degli enti locali era appunto la "dichiarazione di dissesto", che faceva scattare per molti anni l'elevazione tributaria ai livelli massimi e riduceva il gravame del personale per passaggi dolorosi.
 
A Napoli si sta pensando a dismettere in tutto o in parte il patrimonio immobiliare, storico e non. Operazione complicata anche perchè richiede competenze tecniche e professionali non di facile disponibilità.
 
De Magistris, ma la terapia vale pure per Orlando ed il neo presidente Crocetta,  dovranno puntare con grandissimo impegno politico e di capacità  progettuale  tentando di coinvolgere le risorse culturali, politiche, porofessionali che stanno accanto a loro per rompere gli schemi e le paratie fra maggioranza ed opposizione, perchè il "deficit" contabile diventi problema della comunità.
Quanta gente pensa che i problemi del Palazzo Municipale riguardano solamente il sindaco !
 
De Magistris, Orlando, Crocetta sanno molto bene che non ci si può nascondere dietro le male-amministrazioni di Bassolino, Iervolino, Cammarata, Cuffaro e Lombardo, nè si può fare del deficit l'unico obiettivo politico-gestionale, per quanto esso abbia immani dimensioni.
Servono quindi indirizzi di crescita e di sviluppo; senza di queste il disavanzo non potrà essere aggredito.
Con quali soldi ? Destinando il poco disponibile ed il tanto che potrebbe derivare dal taglio degli sprechi e dei "privilegi" al co-finanziamento degli investimenti comunitari.
Il disavanzo dei conti non può e non deve bloccare lo slancio delle forze attive (che esistono ovunque nel Meridione), forze che sanno bene che la salita è accidentata.
Conclusione: E' irragionevole attendersi sostegni particolari esterni, dal momento che le condizioni attuali dell'economia nazionale sono davvero in condizioni pietose.
Ogni realtà locale dovrà fare da sè. Ogni realtà locale dovrà mobilitare il meglio delle risorse umane e patrimoniali disponibili; soprattutto deve cacciare via i mestieranti della politica che pensano che la politica sia un comparto della vita come un altro per curare gli affari propri. Pensano che serva per campare la famiglia !!