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mercoledì 9 marzo 2011

Flash sulla nostra Storia

L’amministrazione dei feudi e dei redditi (gabelle e censi) del Signore della Terra di Contissa era affidata ad un Procuratore-delegato; costui poteva disporre delle entrate in denaro per l’esecuzione di opera di riparazione dei mulini di Bagnitelle, delle case della signoria sparse per il paese e dei magazzini della masseria. Aveva piena giurisdizione nei confronti dei gabelloti (appaltatori delle gabelle, cioè tasse su vari generi) e dei vassalli per quanto attiene i tributi o i censi nei confronti del Signore proprietario. Nelle sue decisioni il procuratore veniva assistito dal maestro notaio
Per la situazione specifica di Contessa, ma anche degli altri 'Stati' (Chiusa Sclafani, Giuliana, Burgio etc.) dipendenti dai Gioeni (e poi dai Colonna), c'è da tenere presente che costoro non hanno mai amministrato i loro patrimoni in quanto,  essendo il "casato" in dissesto finanziario, ad occuparsente fino alla fine del "feudalesimo" (1812) è stata la "Deputazione degli Stati", una sorta di curatela fallimentare.

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